Il mondo FQ

La Fifa riapre una porta a Mosca: l’Under 15 può tornare ai Mondiali. Che fine ha fatto il calcio russo

Il lungo isolamento internazionale ha reso la nazionale maggiore meno competitiva tra amichevoli di secondo piano e campionato locale meno attrattivo per i tifosi
La Fifa riapre una porta a Mosca: l’Under 15 può tornare ai Mondiali. Che fine ha fatto il calcio russo
Icona dei commenti Commenti

La notizia è passata un po’ sotto traccia, ma la Fifa dato il via libera alla partecipazione della Russia ai campionati mondiali Under 15 che si disputeranno in Azerbaijan dal 22 al 31 ottobre prossimi. Una parziale apertura accolta con soddisfazione da Mosca. “Un primo passo verso il ritorno delle squadre russe allo sport internazionale”, ha dichiarato il ministro dello Sport Degtyarev. Il calcio russo è al bando da tutte le competizioni internazionali, sia di club che per rappresentative nazionali dal 28 febbraio 2022, in seguito all’invasione dell’Ucraina.

Una sanzione non solo calcistica, anche il Cio prese lo stesso provvedimento e ancora non si sa che cosa succederà per le Olimpiadi del 2028 a Los Angeles. Per ora è tutto lasciato alla libera iniziativa delle federazioni internazionali. Al momento risultano riammessi alle gare atleti russi di nuoto, scherma, ginnastica, judo, taekwondo e lotta. Tutti gli altri restano banditi. Gli sportivi bielorussi invece hanno già ricevuto il via libera. In teoria, perché l’atletica continua a impedire loro di partecipare.

L’esclusione da qualsiasi appuntamento sportivo è un trattamento che è stato riservato soltanto alla Russia. Nessun altro Paese impegnato in guerre di aggressioni e anche in sanguinose e infinite guerre civili è mai stato bandito dal calcio mondiale in questi ultimi anni. Non soltanto Israele, ma anche nazioni come il Sudan, la Siria, la stessa Repubblica Democratica del Congo presente qui ai Mondiali, la Somalia e così via hanno sempre potuto partecipare alle competizioni ufficiali. Invece l’unica cosa che la nazionale russa ha potuto fare in questi quattro è stata giocare partite amichevoli nelle date previste dalla Fifa nel calendario internazionale.

In realtà ne ha giocate molto poche, ma soprattutto contro avversari, diciamo così, per lo più improbabili: nel 2022 contro Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan, nel 2023 contro Iran, Irak, Camerun, Kenya e Cuba; nel 2024 contro Serbia, Bielorussia, Vietnam, Brunei e Siria; nel 2025 contro Grenada, Zambia, Nigeria, Bielorussia, Giordania, Qatar, Iran, Bolivia, Perù e Cile; nel 2026 contro Nicaragua, Mali, Egitto, Burkina Faso e Trinidad. Le ha vinte quasi tutte, ha perso solo una volta con l’Egitto e una volta contro il Cile. La verità è che la Russia non si è mai potuta confrontare con nazionali importanti o comunque almeno alla sua altezza.

La maggior parte dei Paesi interpellati si è rifiutata di incontrala, per ragioni politiche o timore di ritorsioni, e quelli che invece hanno accettato l’hanno fatto in cambio di consistenti cifre di denaro. Le partite con il Cile e la Bolivia sono costate una dozzina di milioni di euro fra trasporto, alloggi, pasti e bonus partita. Anche squadre come Camerun e Serbia, e non solo, hanno chiesto contropartite consistenti. Altri nazionali pretendevano tangenti così esorbitanti che non è stato possibile proprio accontentarle.

La Russia nel ranking Fifa è scivolata al 36esimo posto. “In realtà oggi non abbiamo una vera nazionale – ha raccontato Viatcheslav Koloskov, presidente onorario della Federcalcio russa – ci sono 35-40 giocatori che arrivano agli stage di allenamento, ma non avendo raffronti internazionali probanti il ct Karpine ogni volta schiera squadre diverse”. Il campionato russo si disputa regolarmente, ma il rinchiudersi fra gli stadi di casa sta facendo venire meno l’interesse della gente per il calcio. Si è passati dalla media di oltre 50mila spettatori a partita di dieci anni fa ai 30mila del 2025. Ci sembrano tanti, è più o meno come da noi, ma loro la considerano una sconfitta o comunque un segnale d’allarme.

Eppure, le squadre economicamente non sono malmesse: continuano ad attirare giocatori dall’estero, magari non top player, ma comunque più che discreti. Qui al Mondiale ce ne sono. Kevin Pina, centrocampista del Krasnodar, è diventato l’eroe di Capo Verde segnando il primo storico gol della sua nazionale contro l’Uruguay. Douglas Santos, terzino dello Zenit San Pietroburgo, è addirittura titolare nel Brasile di Ancelotti, dove gioca anche Luiz Henrique, sempre dello Zenit, già visto in campo qualche minuto contro il Marocco. Nel Messico ci sono Cesar Montes, difensore della Lokomotiv Mosca, titolare e Luis Chavez, centrocampista della Dinamo Mosca, riserva. Sempre della Dinamo Mosca è Caceres, titolare nell’Uruguay. Nel Congo c’è Bongonda, centrocampista dello Spartak Mosca e nella Colombia c’è Cordoba, centravanti del Krasnodar, che ha giocato qualche minuto proprio contro il Congo. Nella rosa della Tunisia infine c’è Mastouri, attaccante della Dinamo Makhachkala, anche lui in gol ieri con l’Olanda.

Chissà se questa prima parzialissima apertura della Fifa porterà a un ritorno alla normalità. Non è detto. Già due anni fa era stata l’Uefa a decidere di consentire alla squadra russa di partecipare a una competizione ufficiale per nazionali Under 17, anche se senza inni né bandiere, salvo poi fare marcia indietro di fronte alla minaccia di boicottaggio di diversi Paesi fra cui Inghilterra, Polonia, Svezia e Danimarca. Vedremo che cosa succederà adesso.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione