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Milano-Cortina, dopo l’inchiesta per turbativa Graffer perde anche l’appalto a Livigno: saltate due cabinovie su tre

L'ad di Simico annuncia la risoluzione consensuale del contratto con la società bresciana, che dovrà pagare anche due milioni di penale per i ritardi sull'impianto di Socrepes
Milano-Cortina, dopo l’inchiesta per turbativa Graffer perde anche l’appalto a Livigno: saltate due cabinovie su tre
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L’ammissione di un fallimento infrastrutturale. In un colpo solo la bresciana Graffer perde due delle tre cabinovie che avrebbe dovuto costruire per le Olimpiadi Milano Cortina 2026, a Livigno e Bormio, mentre si vede decurtare di due milioni, a causa di una penale, gli introiti per i lavori del controverso impianto di Socrepes a Cortina d’Ampezzo. Fabio Massimo Saldini, amministratore delegato di Infrastrutture Milano Cortina 2026, interrogato un mese fa dal procuratore di Belluno, Massimo De Bortoli, che lo indaga per turbativa d’asta, aveva già annunciato l’annullamento dell’affidamento diretto dell’impianto di Bormio del valore di 44,8 milioni di euro. Simico aveva contestato presunte inadempienze a Graffer, che è alla testa di un’associazione temporanea di imprese completata da Mondino Costruzioni e Monte p. Graffer aveva replicato sostenendo che in torto sarebbe Simico e che i lavori erano pronti a partire. In ogni caso la decisione è irrevocabile e quindi la realizzazione viene rimessa in gioco, anche perché i cantieri non erano stati avviati.

LIVIGNO, L’APPALTO PASSA A LEITNER

La novità riguarda Livigno, il “piccolo Tibet” in provincia di Sondrio, beneficiato da finanziamenti pubblici per 160 milioni di euro riguardanti le opere olimpiche. Il collegamento a fune di due versanti, per un valore di 52,5 milioni di euro, completo di parcheggio interrato, era stato oggetto di una gara d’appalto a cui Graffer aveva partecipato in cordata con la lombarda Ecoedile e con la bellunese Dolomiti Strade. Nonostante le offerte presentate da due colossi europei come Leitner e Doppelmayr Italia, grazie a un ribasso molto consistente Graffer aveva ottenuto il primo posto in graduatoria. Dopo l’avvio dell’inchiesta per turbativa d’asta a Socrepes, anche l’affare di Livigno è sfumato. A dare conferma dell’ennesimo disastro è stato il commissario Saldini in un’intervista al Gazzettino. “A Livigno la ditta (Graffer, ndr) ci ha proposto una risoluzione consensuale, per cui l’appalto passerà a Leitner, seconda in graduatoria. A Bormio abbiamo formalizzato la risoluzione in danno e chiesto l’escussione della fideiussione, con segnalazione all’Autorità nazionale anticorruzione. E questa opzione resta sul tavolo pure a Cortina”. Peggio non poteva finire.

UNA PENALE PER SOCREPES

Riuscirà Simico a far finire l’impianto di Socrepes, un’incompiuta a cielo aperto sul versante di Mortisa? Saldini assicura di sì: “Lo ultimeremo senza guardare in faccia a nessuno. Da agosto a novembre le cabine verranno fatte girare, in vista dell’apertura al pubblico dall’inverno, con un parcheggio temporaneo da 400 posti in attesa di quello definitivo del piano complessivo”. Il commissario di Simico ha spiegato che un incontro di avvocati “ha fissato delle scadenze intermedie, ragionevoli ma rigorose, di cui pretenderò il rispetto”. In ogni caso l’ammissione dimostra come fossero infondate tutte le rassicurazioni sull’ultimazione dell’impianto per il 6 febbraio, quando sono cominciate le Olimpiadi. Ben che vada, lo slittamento del cronoprogramma è disei mesi. Saldini ha rincarato: “Continueremmo ad applicare le penali. Finora abbiamo trattenuto oltre due milioni”. Una bella decurtazione per l’impianto cortinese, del valore di 35 milioni di euro.

PISTA DA BOB: DANNI PER 2,5 MILIONI DI EURO

Al racconto dei disastri olimpici si aggiunge un nuovo capitolo, che riguarda la pista da bob “Eugenio Monti”, costata più di 130 milioni di euro. L’utilizzo per il periodo delle gare ha comportato danni all’impianto per quasi due milioni e mezzo di euro. La prima contestazione, corredata da fotografie, era stata formulata da Simico a Fondazione Milano Cortina 2026 (presieduta da Giovanni Malagò, amministratore delegato Andrea Varnier), subito dopo le fine delle gare. Allora si era parlato di un possibile danno da un milione di euro. I calcoli della direzione lavori sono ancora più negativi, ora che la pista è stata riconsegnata da Fondazione Mico al Comune di Cortina e da quest’ultimo rimessa nella disponibilità di Simico per completare l’impianto. Il conto finale è di due milioni e 427 mila euro, composti da circa un milione e mezzo di effettivi danneggiamenti e dalla parte restante riguardante le riparazioni alla copertura della pista, risultata danneggiata anche da un crollo verificatosi per eccesso di neve. I lavori saranno effettuati da Simico, ma a pagare sarà Fondazione Mico, il comitato organizzatore delle Olimpiadi invernali. Un nuovo esborso in un bilancio complessivo da due miliardi di euro che si annuncia ampiamente deficitario.

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