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Mondiali, i convocati diventano un film: Mbappé cassiere, Tuchel con i Beatles e re Harald legge la lista. La gara all’annuncio più virale

Dalla sitcom della Francia agli inglesi con i Beatles, dai simboli del Senegal alla canzone di Curaçao: la battaglia social per l’annuncio più bello delle convocazioni ai Mondiali. E la Norvegia scomoda perfino il sovrano
Mondiali, i convocati diventano un film: Mbappé cassiere, Tuchel con i Beatles e re Harald legge la lista. La gara all’annuncio più virale
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Annunciare i convocati per il Mondiale in America è diventata una cosa seria. Dembélé e Mbappé sono i protagonisti di una sitcom in pieno stile statunitense. L’Inghilterra si ispira ai Beatles. E per un ritorno in grande stile la Norvegia scomoda re Harald V. Se alcuni ct si “accontentano” ancora di una semplice conferenza stampa – come Brasile e Portogallo – il resto del mondo si sfida per il cortometraggio più bello di questa edizione. Arte e fantasia al potere: così il nuovo trend spopola sui social.

Tuchel “sceglie” i Beatles

Se è vero che le eccellenti esclusioni di Palmer, Alexander-Arnold e Foden hanno creato più di un semplice dibattito contro il ct Tuchel, il video-annuncio prodotto dalla nazionale inglese ha messo tutti d’accordo: “Questo è probabilmente l’annuncio più cool della storia del calcio”. Il video è ambientato a New York. E sulle note di “Come Together” dei Beatles i nomi dei convocati appaiono sulle insegne dei negozi, sugli stivali da cowboy e sui cartelloni pubblicitari. Correndo su una delle colonne sonore più iconiche della band inglese la scelta comunicativa voluta dai “Three Lions” è una combinazione perfetta tra lo stile british e il mondo americano.

La nazionale francese è una serie tv

Il cortometraggio della Francia è semplicemente geniale. I 26 convocati per il Mondiale dal ct Deschamps sono tutti attori protagonisti di una (finta) serie tv americana ambiente nel paese immaginario di “Clear Fountain”, chiaro riferimento a ClaireFontaine (l’importante centro di allenamento della Federcalcio). Portieri, difensori, centrocampisti e attaccanti vengono annunciati in stanze diverse. Dembélé e Maignan, ad esempio, sono in cucina a fare colazione. Koné della Roma è su una confezione di biscotti al supermercato, Mbappé è il cassiere del minimarket. Digne e Marcus Thuram rispondono al telefono in ufficio. La degna rappresentazione di una sitcom in pieno stile americano. E se a far riflettere è la lista degli esclusi – Griezmann, Kalulu e Kolo Muani tra gli altri – la Francia si candida tra le favorite per alzare la Coppa del Mondo e per il premio di miglior cortometraggio dell’anno.

Scozia e Norvegia valorizzano la storia

Assenti per 28 anni, Scozia e Norvegia tornano a competere per la Coppa del Mondo valorizzando la loro storia. McTominay e compagni vengono annunciati nei titoli di coda del cortometraggio “Our Scotland. You’re an easy country to love…” (“La nostra Scozia. Sei un paese facile da amare…”) che evidenzia la cultura, i paesaggi variegati del Paese e la passione viscerale per il calcio. Il tutto accompagnato dalla voce dell’attore scozzese Ewan McGregor.

Anche la Norvegia non è da meno. Per annunciare una campagna mondiale che mancava dal 1998 la nazionale del ct Solbakken ha fatto le cose in grande. Per l’occasione è stato il re Harald V in persona a nominare i giocatori che voleranno negli Stati Uniti. Tutti accendono la radio per ascoltare le sue parole. E tra un discorso e l’altro, ci sono le storie di cittadini e di piccoli lavoratori che dopo tanto tempo si riuniscono per un evento storico.

I “film” di Senegal e Curaçao

Il Senegal esalta le proprie radici. Il cortometraggio della Federazione è una lezione di identità culturale. Ogni simbolo ha un significato preciso: c’è il baobab, l’albero che rappresenta la collettività. La memoria e la continuità, il passato, il presente e il futuro: tutto racchiuso nello stesso tronco. C’è l’aquila, messaggera tra il mondo dei vivi e quello degli antenati. Il leone, simbolo del popolo e della potenza. E poi c’è il saggio Saltig, il sommo sacerdote del popolo Serer mediatore tra il mondo visibile e quello invisibile. Con “l’onore supremo di difendere la propria Nazione” il ct Pape Thiaw scrive a mano su una pergamena i nomi dei giocatori convocati per gli USA. Il risultato è davvero sorprendente.

Per una storica prima volta, Curaçao (isola nel mar dei Caraibi) si affida alla musica. Con una canzone dalle sonorità caraibiche, infatti, il testo spoilera i cognomi di tutti i convocati per la spedizione mondiale.

Brasile e Portogallo in “vecchio stile”

E poi ci sono Brasile e Portogallo che mantengono le vecchie tradizioni. Una diretta, una semplice conferenza stampa e una lista che pian piano viene svelata dal ct in questione. Al nome di Neymar, pronunciato da Ancelotti, tutto il Paese – giornalisti presenti in sala stampa compresi – si è acceso improvvisamente con balli, cori e feste. Durante l’annuncio di Ronaldo e compagni, invece, c’è spazio anche per le emozioni. Il ct Martinez, infatti, ha voluto simbolicamente includere nella squadra Diogo Jota, ex calciatore della nazionale portoghese scomparso lo scorso luglio (insieme al fratello) in un incidente stradale.

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