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Francia, i narcos arruolano minorenni. L’ultima sparatoria a Nantes con un morto e due feriti: hanno tra i 13 e i 15 anni

Il governo riconosce l'emergenza. Il ministro dell'Interno, Laurent Nuñez: “È una battaglia difficile, ma non la perderemo". Spesso poi ci sono vittime collaterali che finiscono in mezzo a conflitti a fuoco per la strada o rimangono coinvolte nel fenomeno dei paillassonnage: l'incendio degli zerbini che porta al rogo degli appartamenti
Francia, i narcos arruolano minorenni. L’ultima sparatoria a Nantes con un morto e due feriti: hanno tra i 13 e i 15 anni
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Nel quartiere popolare di Port Boyer, a Nantes, i genitori cominciano a temere per la vita dei loro ragazzi. Intorno alle 19.30 di ieri un giovane di 15 anni è morto, colpito da un proiettile d’arma automatica, caduto in un agguato ai piedi di uno dei palazzoni di periferia dove viveva. I killer sono fuggiti in scooter. A terra c’erano altri due ragazzi, di 13 e 14 anni, trasportati in ospedale. Il tredicenne è molto grave. Ma dalle ultime informazioni di stamattina, sono entrambi fuori pericolo di vita. Gli inquirenti parlano di un regolamento di conti legato al narcotraffico.

Un altro episodio, l’ultimo in Francia, dove vittime e sospetti sono ragazzini. Dopo Marsiglia, Grenoble, Nantes, Lione. Neanche dieci giorni fa, un diciassettenne è morto ad Avignone, nel quartiere popolare di Monclar, accanto ad un noto punto di spaccio: gravemente ferito, colpito alla testa e alle gambe, è morto poco dopo in ospedale. Era il terzo regolamento di conti legato ai traffici di droga nel quartiere di Monclar dall’inizio dell’anno. A Port Boyer stamattina è arrivato il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez: “Una guerra di territorio si sta radicando. Non lo permetteremo – ha detto -. È una battaglia difficile, ma non la perderemo”. Nuñez ha annunciato l’apertura a Nantes di un OFAST, un Ufficio per la repressione del traffico illecito di stupefacenti. Inoltre, la multa per i consumatori di droga sarà aumentata, da 200 a 500 euro, e sarà valutato il ritiro della patente.

Il sindaco di estrema destra di Nizza, Éric Ciotti, ha chiesto “rinforzi nazionali e armi” dopo che, nel primo pomeriggio di lunedi scorso, un killer è arrivato in monopattino elettrico nel quartiere des Moulins e ha sparato con il kalashnikov contro due uomini, di 23 e 57 anni, uccidendoli sul colpo, e ferendo altre sei persone. In Francia, il narcotraffico si è diffuso nelle città medie e cambia la “manodopera”. Sempre più spesso i “soldati” delle piazze di spaccio sono giovani o giovanissimi, minorenni, molte volte reclutati sui social, pagati poche centinaia o migliaia di euro per trasportare droga o per uccidere. L’assassinio di Mehdi Kessaci un pomeriggio del novembre 2025 in una strada di Marsiglia, ha scioccato il Paese: il giovane di 20 anni era il fratello di Amine Kessaci, militante ecologista impegnato nella lotta contro il narcotraffico nei quartieri nord. La famiglia Kessaci aveva già perso anni fa il fratello maggiore, Brahim, coinvolto nei traffici di droga, il cui corpo era stato trovato carbonizzato. Stando agli elementi dell’inchiesta rivelati dalla stampa francese in questi giorni, i killer avrebbero sbagliato bersaglio: non sarebbe dovuto morire Mehdi, ma Amine. Quel 13 novembre è stato arrestato un diciottenne che si era filmato al volante della sua auto poco prima di andare a ammazzare, vantandosi di essere un “killer a contratto”. È sospettato di diversi altri omicidi su commissione. Da allora dieci persone sono state arrestate per aver partecipato all’organizzazione e alla logistica del crimine.

Gli inquirenti ritengono che l’omicidio sia stato commissionato da uno dei capi della DZ Mafia, un cartello mafioso marsigliese. Il governo riconosce apertamente che i trafficanti utilizzano sempre più minori perché questi rischiano condanne più leggere. Sono le “petites mains” della droga. Secondo i dati della polizia giudiziaria, negli omicidi e nei tentativi di omicidio legati al traffico di stupefacenti un sospetto su quattro ha meno di 20 anni e uno su dieci è minorenne. A motivare i giovani sicari sarebbe la volontà di entrare a far parte di un’organizzazione criminale e salire di grado, o semplicemente il denaro, anche se per un omicidio spesso le somme sono irrisorie, circa 5.000 o 6.000 euro. L’altro fenomeno a preoccupare le autorità è quello delle “vittime collaterali”, abitanti dei quartieri, passanti, bambini, persone che non c’entrano niente e che si ritrovano coinvolti in scambi a fuoco in pieno giorno. Nel sud della Francia i “paillassonnage” si sono moltiplicati per nell’ultimo anno, quattro secondo dati della polizia: i trafficanti danno fuoco agli zerbini degli appartamenti come avvertimento e in questi le vittime collaterali possono essere numerose.

Un caso sospetto di “incendio criminali” si è verificato lunedì, a Décines-Charpieu, vicino a Lione, due uomini di 28 anni e una donna di 61, senza legami con il traffico di droga, sono morti nell’incendio del palazzo in cui vivevano. A Marsiglia, negli ultimi anni, diversi proiettili vaganti hanno ferito o ucciso persone che non c’entravano niente. Come Socayna, 24 anni, colpita da un proiettile nel settembre 2023 mentre era alla finestra di casa.

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