FuoriConcorso 2026 a Como. Auto da sogno, design d’autore e restomod
C’è chi sogna una Monterey Car Week sulle rive del Lago di Como. E, a ben guardare, gli ingredienti ci sono tutti: ville storiche, acqua immobile come uno specchio (anche se non è l’Oceano Pacifico), auto che valgono quanto opere d’arte e un pubblico internazionale sempre più fitto. In mezzo, come un contrappunto moderno, dinamico e vulcanico al più istituzionale Concorso d’Eleganza Villa d’Este, cresce anno dopo anno FuoriConcorso.
L’edizione 2026, battezzata “KraftMeister”, è dichiarazione d’intenti: raccontare la cultura automobilistica tedesca come sintesi di tecnica, funzione e design . Tradotto: meno romanticismo italiano, più rigore Bauhaus, dove ogni linea ha un senso e ogni forma risponde a una necessità. Il risultato è un percorso espositivo diffuso tra Villa del Grumello e Villa Sucota, con una coda culturale a Villa Olmo, dove l’automobile diventa fotografia, arte, racconto. Mercedes, Porsche, Audi: nomi che qui non fanno marketing, ma storia. Dalla Benz Patent-Motorwagen del 1886 fino alla AMG One, passando per 300 SLR e icone del DTM, è un viaggio che tiene insieme 140 anni di ossessione per la performance.
Poi c’è il resto. E spesso è lì che succedono le cose più interessanti. Perché FuoriConcorso è anche restomod, tuning estremo, concept visionari. È il luogo dove l’automobile smette di essere prodotto e torna a essere idea. O provocazione. Ed è qui che entra in scena Eccentrica Cars. Il progetto è di quelli che fanno discutere: si parte da una Lamborghini Diablo, icona brutale degli anni Novanta, e la si riscrive con un approccio contemporaneo. Non restauro, ma reinterpretazione.
La Eccentrica V12 (foto sotto), nella versione “Titano”, è un manifesto: fibra di carbonio a vista, aerodinamica rivista con ala posteriore ridisegnata, assetto irrigidito e ammortizzatori ricalibrati per rendere la vettura più precisa, più affilata, più “viva”. Il motore non cerca numeri da copertina, ma una risposta più immediata, più analogica, quasi nervosa. Sterzo da motorsport, masse ridotte, raffreddamento ottimizzato: è una Diablo che ha fatto palestra, non chirurgia estetica. Il punto è proprio questo. In un mondo che corre verso l’elettrico e la standardizzazione, Eccentrica riporta al centro il gesto, il rumore, pardon il sound…e la relazione fisica uomo-macchina. Un oggetto per pochi, certo. Ma anche un messaggio per molti.

FuoriConcorso vive di questa ambiguità: è elitario, ma parla a tutti. È glamour, ma prova a essere contenuto culturale. Tra champagne, dettagli sartoriali e collezionisti, si costruisce una narrazione che va oltre il semplice “vedere auto”. Certo, non è tutto perfetto. Il traffico resta il vero elefante nella stanza. Le strade, pensate per un’altra epoca, collassano sotto il peso di migliaia di appassionati che si riversano sulle rive del lago a vivere l’auto dei due mondi: Villa d’Este e Villa Grumello.
FuoriConcorso in questi anni è cresciuto, molto, e bene. Ha trovato una sua identità precisa: libera, contemporanea, smart. Un luogo dove l’automobile non è solo memoria, ma anche sperimentazione, linguaggio, persino ideologia. E allora forse sì, l’idea di una Monterey europea non è più così lontana. Serve ancora qualche aggiustamento – infrastrutture, logistica, visione condivisa – ma la direzione è tracciata.