Usa, la Corte Suprema boccia la nuova mappa elettorale della Louisiana: “Si limitino le motivazioni legate alla razza”. Trump esulta
La sentenza della Corte Suprema sulla nuova mappa dei collegi elettorali in Louisiana fa tirare un piccolo sospiro di sollievo a Donald Trump in vista delle elezioni di midterm. Dopo l’approvazione della nuova redistribuzione dei seggi in Virginia, che potrebbe costare 4 scranni ai Repubblicani, la decisione dei saggi, con sei voti a favore e tre contrari, di limitare l’uso della razza come motivazione per modificare le mappe elettorali salva il Grand Old Party da un’altra possibile sconfitta nello Stato del Sud. Notizia che si aggiunge a quella dell’approvazione dei nuovi distretti in Florida che, invece, favorirà il partito di Donald Trump.
La mappa bocciata dalla Corte Suprema prevedeva un secondo distretto a maggioranza afroamericana, dopo che un tribunale di grado inferiore aveva giudicato discriminatoria una riorganizzazione precedente. I sei giudici conservatori hanno accolto il ricorso di un gruppo di elettori bianchi, ritenendo la mappa una forma di “manipolazione razziale” non giustificata. La sentenza, contestata dai giudici progressisti che parlano di conseguenze “catastrofiche” per la rappresentanza delle minoranze, potrebbe avere effetti politici rilevanti già dalle elezioni di metà mandato di novembre, favorendo una revisione dei collegi in diversi Stati e potenzialmente avvantaggiando i Repubblicani. La decisione implica che uno Stato può “senza alcuna conseguenza legale diluire sistematicamente il potere di voto dei cittadini appartenenti alle minoranze”, ha detto la giudice liberal Helena Kagan. “Dissento perché la corte tradisce il proprio dovere di attuare fedelmente la legge promulgata dal Congresso. Dissento perché la decisione della Corte comprometterà il diritto fondamentale sancito dal Congresso all’uguaglianza razziale nelle opportunità elettorali”, ha aggiunto.
Esulta invece il presidente americano che su Truth definisce la sentenza “una grande vittoria per la protezione dell’uguaglianza dinanzi alla legge, poiché riporta il Voting Rights Act all’intento originario, proteggere contro la discriminazione razziale intenzionale”. Opposta l’opinione del leader dei Democratici alla Camera, Chuck Schumer, che definisce la decisione “un colpo devastante” alle leggi sui diritti di voto e il “tradimento di una delle promesse più sacre della democrazia americana, quella che ogni voce conta”.
Nel frattempo, i Repubblicani portano a casa un’altra vittoria, questa volta in Florida, dove è stata approvata la nuova mappa dei distretti congressuali proposta dal governatore conservatore Ron DeSantis e che potrebbe consegnare nelle mani del Gop quattro seggi aggiuntivi.