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“Ero ferma all’interno della monoposto, ho slacciato le cinture per uscire ma il mio corpo me lo ha impedito”: Vicky Piria racconta il suo trauma

La pilota, diventata nota per il suo ruolo di opinionista di F1 a Sky, racconta la sua carriera e la sua nuova avventura con la Ferrari 296 Challenge di Zanasi Racing
“Ero ferma all’interno della monoposto, ho slacciato le cinture per uscire ma il mio corpo me lo ha impedito”: Vicky Piria racconta il suo trauma
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Si è fatta conoscere e rispettare dal grande pubblico per il suo ruolo da opinionista di Formula 1 per Sky. Puntuale, preparata, competente: Vicky Piria è ormai un volto del motorsport italiano, anche perché nel frattempo non ha mai abbandonato la pista e il suo ruolo di pilota. Dalla gavetta con il papà e il fratello fino al sogno di guidare una Ferrari: questa stagione, nel Gran Turismo Sprint, sarà al volante di una 296 Challenge di Zanasi Racing insieme a Giacomo Ghermandi: ” Sono cresciuta con Schumacher e con il mito della Rossa. Sentendo il rumore del motore, ho realizzato un sogno che forse non pensavo neanche di avere”, ha raccontato in un’intervista al Corriere della Sera.

Piria ha iniziato con le “garette regionali” in cui “vincevamo la caciotta o il provolone e tornavamo a casa contenti. Poi il lunedì mi svegliavo alle 6 per ripassare prima di andare a scuola”. Il primo sogno realizzato è la Formula 1 dal vivo a Montecarlo: “Avevo 16 anni. Il primo a uscire dalla pitlane fu Raikkonen. Quando sentii il suono del motore, iniziai a piangere”. Due anni dopo era su una macchina di Formula 3: “Ora puoi anche smettere”, le disse il papà. Invece la carriera di Piria è continuata, sia da pilota che da opinionista, proprio in Formula 1.

Un gradino dopo l’altro, combattendo anche le discriminazioni: “Come purtroppo succede a molte altre nella vita di tutti i giorni. La forza sta nel non farne diventare un problema. In macchina è più semplice, parla il cronometro. Mi puoi non stimare ma c’è un risultato oggettivo. In tv invece o ti piaccio o non ti piaccio, lì mi accusano solo perché sono la prima donna in Italia che parla di motori”. Piria però, giorno dopo giorno, si è affermata: “Nei primi mesi ho sofferto la mancanza di oggettività. E poi non c’era tempo per imparare il mestiere, lo devi affinare mentre lo fai”.

Nel frattempo, tornando alla carriera da pilota, è arrivata la grande soddisfazione di guidare la Ferrari 296 Challenge: “Parliamo di una macchina pazzesca, il motore è assurdo. Arrivare a un tempo decente è facile, la cosa difficile è limare gli ultimi decimi perché devi prenderti dei rischi. E con una macchina così forte è un attimo farsi male“. E qui il discorso di Piria vira sui ricordi più dolorosi. In particolare, un incidente del 2012 in Germania: “Mi hanno portata via in elicottero per un trauma importante alla colonna vertebrale. Non riuscivo a muovermi, ho avuto molta paura. Ero ferma all’interno della monoposto, ho slacciato le cinture per uscire ma il mio corpo me lo ha impedito. Una sensazione che ricordo come se fossi ieri”.

Piria però è pilota nel DNA e non ha mai pensato di smettere: “Dopo una settimana ero di nuovo in pista, sotto antidolorifici, a Budapest. Quando corri e rischi, l’unica paura che hai è di buttare via tutto”. Nonostante le pressioni anche da parte dei genitori e una carriera avviata in tv, la pista per il momento resta il grande amore. Oltre al marito Andrea.

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