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Porsche Cayenne Turbo Electric, la prova de Il Fatto.it – Potenza senza limiti – FOTO

Ben 1.156 cavalli e 0-100 in 2,5 secondi per il suv a zero emissioni più estremo del marchio, con autonomia superiore a 600 km e ricarica ultraveloce a 800 Volt
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Di più si può, ma è difficile e c’è anche da chiedersi se ne valga la pena. Perché con 1.156 cavalli di potenza massima e una coppia che arriva a 1.500 Nm non è ben chiaro cosa si possa volere ancora, se non provare direttamente a decollare. Infatti, la Cayenne Turbo electric è la Porsche di serie più potente mai costruita dal costruttore tedesco, cui la correzione della rotta verso il futuro 100% elettrico è costata praticamente l’azzeramento degli utili dell’ultimo bilancio.

Proposto anche “solo” come Cayenne electric (fino a 442 Cv con il Launch Control) e come Cayenne electric S (fino a 666), il Suv a zero emissioni (il secondo dopo la Macan) misura poco meno di 5 metri di lunghezza, 5,5 centimetri in più rispetto alla versione convenzionale, ma con un passo maggiorato di 13, ragione per la quale l’abitacolo offre un mucchio di spazio, in particolare per gli occupanti, più che per i bagagli (tra 781 e 1.588 litri, oltre ai 90 del frunk anteriore).

L’accelerazione della Turbo da 260 km/h di velocità di punta è di quelle che incolla ai sedili: 2,5” per schizzare da 0 a 100 orari. In pratica: non esistono sorpassi impossibili, anche se, almeno tra Marsiglia e il circuito di Le Castellet, è invece indispensabile tenere d’occhio gli autovelox, che in Francia vengono indicati molto meno “democraticamente” rispetto all’Italia e, anzi, sono spesso ben nascosti tra le piante.

La Cayenne elettrica monta due motori ed è pertanto a trazione integrale, motivo per cui è rigorosissima nelle traiettorie sull’asfalto. Gli ammortizzatori attivi assorbono quasi ogni imperfezione ed è difficile percepire rollii o beccheggi: un vero lusso, soprattutto per chi viaggia dietro, che potrebbe altrimenti rischiare il mal di mare considerando le prestazioni. Il tetto panoramico scorrevole regala anche emozioni virtualmente a cielo aperto, perché con la pellicola a cristalli liquidi a comando elettrico può passare da trasparente a opaco, con ulteriori due variabili (semi e bold).

La batteria è da 113 kWh (108 netti) e grazie all’architettura a 800 Volt si può ricaricare in 16 minuti tra il 10 e l’80%. L’autonomia massima dichiarata supera i 650 chilometri (S), mentre sulla Turbo arriva poco oltre i 620. Porsche ha anticipato anche il rifornimento a induzione, anche se per il momento non è ancora disponibile.

La percorrenza è interessante, soprattutto perché la Cayenne electric non pesa meno di 2.600 kg (da 2.720 per la Turbo). I consumi dichiarati non sono esattamente quelli di una utilitaria e sono compresi tra 19.5 e 20,6 kWh/100 km, ma l’empirica sensazione al volante è quella di una vettura straordinariamente efficiente, che beneficia di un software mutuato dalla Formula E, il mondiale elettrico nel quale Porsche ha vinto tutti e tre titoli, squadre, costruttori e piloti: nessun altro costruttore ci è ancora riuscito.

La Cayenne elettrica ha pure un’aerodinamica dal Cx ridotto a 0,25 anche per effetto di un profilo a tetto leggermente spiovente che non penalizza affatto gli occupanti. Il solo un po’ penalizzato è l’eventuale quinto che prende posto nel sedile centrale, dove il pavimento non è piatto. L’abitacolo è curato e propone uno head-up display, un cruscotto digitale per il conducente e un grande schermo piegato dal quale si comandano praticamente tutte le funzioni. Significa che anche per sistemare le bocchette dell’aria o gestire la rigenerazione dell’energia in frenata occorre digitare sul monitor.

Come è naturale che sia, il listino non è alla portata di tutti e parte dai quasi 108.000 euro della Electric, per arrampicarsi ai poco meno di 131.000 della Electric S e sfiorare i 170.000 della Turbo.

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