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Catturare e ammazzare uccelli per FdI in Lombardia è “buonsenso”, così chiede la riapertura dei roccoli. Pd, M5s e Avs: “È illegale”

Il consigliere Bravo promuove la riapertura degli impianti di cattura di uccelli. La critica: "Attività illegale, rischiamo procedura d'infrazione"
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Riaprire i roccoli. Vale a dire gli impianti di cattura di uccellini. Il problema è che sono ufficialmente chiusi dal 2019, dopo l’intervento del Consiglio di Stato, e per di più sono vietati dalla legge italiana e dalle normative europee. Ma alla politica lombarda non importa: il Consiglio regionale, al primo ordine del giorno, ha discusso proprio la proposta di Carlo Bravo, ex presidente dell’Associazione cacciatori lombardi, oggi consigliere di Fratelli d’Italia e già denunciato, nel 2023, per reati legati all’avifauna, per riattivarli.

Bravo ha preso la parola, al Pirellone, per dire che con la perdita dei roccoli “i boschi perdono biodiversità” (e con la cattura e l’uccisione di avifauna, invece?); e che “non basta parlare dei roccoli come struttura arborea, bisogna andare oltre. Bisogna salvaguardare i roccolatori, perché senza l’attività di cattura il patrimonio dei roccoli è destinato a morire”. E ancora: “Regione Lombardia si faccia promotrice della loro storia, portandoli nelle scuole“. Poi Bravo esonda e chiede di elevare i roccoli a “patrimonio Unesco“. Perché “non si tratta soltanto di una tradizione o di una necessità pratica, ma di un principio di equilibrio e di buonsenso“.

La risposta a Bravo è arrivata subito da Pietro Luigi Ponti del Partito democratico. Semplice: “La questione è facile, la proposta che viene formulato è perfettamente illegale. Sia la disciplina europea, sia la nostra normativa e sia le sentenze del Consiglio di Stato hanno bocciato questa attività su tutta la linea, per il fatto che non è per nulla selettiva“. Peraltro, con un certo stupore, Ponti ha sottolineato che “non riesco a capire come si possa sostenere che” la cattura di avifauna “sostenga e valorizzi meglio la tutela della biodiversità. Ma di che cosa stiamo parlando? Si catturano questi esserini per metterli in gabbiette minuscole, per farli vivere due-tre anni in queste condizioni, perché fungano da richiamo per poter sparare ad altri esemplari. Forse dovremmo occuparci di qualcosa di più serio, occupiamoci per davvero di tutela della biodiversità, che non diventi come in questo caso qualcosa di strumentale a favore di una lobby“.

“Ancora una volta il centrodestra porta in Aula un testo privo di dati e intriso di propaganda” ha detto la consigliera del Movimento 5 stelle, Paola Pollini. “Ciclicamente questo Consiglio regionale si ritrova ad affrontare il tema della riapertura dei roccoli e, con altrettanta regolarità, ogni iniziativa intrapresa da questa Assemblea finisce per scontrarsi con il rischio di una nuova infrazione europea. Non esiste alcuna necessità di riaprire gli impianti di cattura. Lo dicono dati, numeri che, guarda caso, in questa mozione sono del tutto assenti. Al loro posto troviamo, ancora una volta, la solita litania sul valore ‘sociale’, ‘culturale’ e ‘storico’ della caccia da appostamento fisso”. E ancora: “Nel mio intervento ho diffidato l’Aula ad assumersi un impegno che rischia di tradursi in atti destinati a essere impugnati e annullati, o peggio a esporre nuovamente la nostra Regione a una procedura di infrazione europea. Evidentemente, le vicende del passato non hanno insegnato nulla”

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