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Cronaca

Ultimo aggiornamento: 10:26 del 12 Aprile

A Milano diecimila in corteo a difesa della sanità pubblica: “In Lombardia consegnano la salute ai privati. Da Meloni solo parole, i soldi per le armi ci sono”

La manifestazione convocata sotto la Regione si è trasformata in un corteo vista la grande partecipazione
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“In Lombardia stanno scientificamente distruggendo il servizio sanitario nazionale per consegnare la sanità ai privati. Stiamo tornando a prima del 1978”. Così il medico Vittorio Agnoletto, di Medicina Democratica, che sabato 11 aprile ha tenuto lo striscione di apertura della manifestazione che si è tenuta a Milano in difesa della sanità pubblica.

“La salute non è una merce. La salute non è un’azienda”, continua. Dietro di lui ci sono oltre diecimila persone. Si erano date appuntamento sotto la Regione Lombardia, ma la piazza si è riempita prima ancora dell’orario di inizio e il presidio si è presto trasformato in corteo.

In piazza sono scesi sindacati, associazioni, partiti e tanta gente comune che vive quotidianamente le conseguenze di questo modello.

“I tempi d’attesa sono diventati stratosferici, superano anche l’anno e mezzo – racconta il presidente nazionale di Medicina Democratica Marco Caldiroli – mancano i medici di medicina generale e anche quelli della prevenzione”.

Il problema non riguarda solo la Lombardia, ma tutta Italia. E mentre Meloni rivendica l’impegno del governo su questo tema, in piazza in tanti non la pensano così: “Il governo dice che non ha soldi, ma i soldi per le armi li hanno trovati”.

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