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Gravina verso le dimissioni: oggi la riunione in Figc, lo scenario verso il voto. Abodi insiste: “Mi auguro un commissariamento”

Il presidente della Federcalcio, dopo il terremoto che ha seguito la disfatta azzurra in Bosnia, è pronto al passo indietro per avviare una crisi pilotata
Gravina verso le dimissioni: oggi la riunione in Figc, lo scenario verso il voto. Abodi insiste: “Mi auguro un commissariamento”
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Riforma, reset, repulisti. Sono le tre parole chiave attorno al calcio italiano dopo la clamorosa terza eliminazione consecutiva dalla fase finale dei Mondiali. Sul banco degli imputati c’è il presidente della Figc, Gabriele Gravina. Le sue parole nel dopo partita, la strenua difesa della sua posizione e lo scivolone del confronto con gli altri sport più vincenti definiti “dilettantistici hanno fatto scoppiare un autentico terremoto con una richiesta unanime di dimissioni. Oggi potrebbe essere già il giorno del passo indietro, o di lato. Gravina è arrivato alle 11.30 nella sede della Figc in Via Allegri a Roma, per la riunione con le componenti federali prevista intorno alle 14:30.

L’incontro doveva servire per fare le prime valutazioni dopo la sconfitta di Zenica con la Bosnia, ma la pressione politica è enorme e potrebbe portare alle dimissioni in giornata. Gravina farà il punto con i presidenti della Lega di serie A, serie B, Lega Pro, Aic e Aiac. A loro – secondo quanto trapelato da più parti – dovrebbe annunciare la sua decisione di dimettersi. A quel punto, invece del consiglio federale, verrà convocata una nuova assemblea elettiva che entro tre mesi dovrà scegliere il nuovo presidente della Figc. Le candidature andrebbero presentate entro 40 giorni dalle elezioni.

In questo scenario però si inseriscono le dichiarazioni del ministro dello Sport, Andrea Abodi, che insiste invece per un commissariamento della Figc, dopo averne parlato ieri con il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio. “Se puntassimo solo alle elezioni, non risolveremmo i problemi. Dato che se ne parla da anni, troviamo soluzioni utilizzando il commissario, che rappresenta una grande opportunità: una figura che venga anche dal mondo del calcio, che lo conosca e che possibilmente non abbia avuto grandi compromissioni con un sistema che, con questa sconfitta, ritengo abbia chiuso un ciclo”, ha detto il ministro intervenendo ai microfoni di ‘Non Stop News‘ su Rtl 102.5.

Il nome più in voga al momento è quello di Giovanni Malagò, rimasto senza incarico dopo l’addio al Coni e la fine delle Olimpiadi di Milano-Cortina. Il governo aveva pensato a lui per il ministero del Turismo, dopo un altro addio travagliato, quello di Daniela Santanché. Malagò è sponsorizzato dalle big di Serie A (la Juve, De Laurentiis) e ha qualche amico, ma chi dovrebbe nominarlo in realtà lo detesta. A partire proprio dal ministro Abodi. La sua idea del commissariamento però resta una strada difficilmente percorribile, anche a livello tecnico, ed è osteggiata da tutti nel mondo del pallone.

In questo scenario non va sottovalutata la figura del 75enne Giancarlo Abete: il grande ex che Gravina ha messo a capo dei Dilettanti, che da soli valgono il 30% dei voti. Sarà ancora lui uno dei grandi burattinai. E i nomi alternativa a Malagò stanno emergendo: Matteo Marani, ex giornalista Sky e presidente della Serie C. Oppure Paolo Bedin: l’attuale n.1 della Serie B è molto vicino al ministro Abodi, quindi potrebbe piacere anche al governo. Il mantra è una crisi pilotata e così si potrebbero leggere le dimissioni di Gravina: cambiare tutto per non cambiare niente, con i soliti noti a tenersi il controllo del calcio.

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