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“Ho giocato in Nba e non mi sono mai sentito più professionista di chi guadagna 2mila euro nel salto in alto”: anche Bargnani contro Gravina

Il "Mago" si unisce al pensiero di Irma Testa, Pietro Sighel e Tommaso Giacomel. Il numero uno Figc aveva affermato: "Gli altri sport sono dilettantistici”
“Ho giocato in Nba e non mi sono mai sentito più professionista di chi guadagna 2mila euro nel salto in alto”: anche Bargnani contro Gravina
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“‘Gli altri sport sono sport dilettantistici’. Le parole del presidente FIGC, Gabriele Gravina, dopo l’eliminazione di ieri mi hanno colpito. E non riesco a non dirlo”. Anche Andrea Bargnani, ex cestista italiano con esperienza decennale in Nba, lega di basket più nota del mondo, attraverso un post su Linkedin si è unito alle parole dei tanti sportivi – tra cui Irma Testa, Pietro Sighel e Tommaso Giacomel tra i tanti – in risposta alla delirante conferenza stampa del presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio.

“Sul risultato sportivo dei miei colleghi non mi pronuncio, lo sport è imprevedibile e gli episodi decidono le partite, lo so bene. Ho deluso anch’io le aspettative in gironi di qualificazione con la nazionale di basket, e so cosa significa essere dentro ad un ‘tritacarne‘”, spiega Bargnani nel post.

Dopo l’introduzione, Bargnani ha espresso perplessità per le parole di Gabriele Gravina, che nella conferenza stampa in questione aveva definito “dilettantistici” tutti gli altri sport: “La massima espressione di questo “professionismo” ostentato ieri, la Serie A, ha chiuso l’esercizio 2025 con un buco di oltre mezzo miliardo di euro (-531.241.500 euro per l’esattezza)… quindi mi verrebbe subito da chiedere: quando, come e dove si manifesta tutto questo professionismo?”, afferma Bargnani, facendo riferimento anche alle difficoltà economiche che il calcio italiano sta attraversando.

Poi il paragone con l’Nba: “Io ho giocato in NBA, la lega sportiva più professionistica al mondo, benchmark di qualsiasi sport sul Globo. Non mi sono mai sentito più atleta, più professionista, di chi fa salto in alto per le Fiamme Oro allenandosi 8 ore al giorno“, spiega Andrea Bargnani.

Un professionismo non misurato esclusivamente in base allo stipendio percepito, ma in base ai sacrifici e alla mentalità: “Una regola non scritta dello sport, una delle più basilari, dice che il professionismo non lo misuri dallo stipendio. Lo misuri dalla dedizione, dal sacrificio, dal fatto che non hai un secondo lavoro e ti alleni tutta la vita per fare quello che sei. Quindi, su questo tema, guadagnare 10 milioni di dollari a stagione in NBA o 2.000 euro alle Fiamme Oro con l’atletica leggera non cambia il livello di professionismo. Anzi, per esperienza diretta, conoscendo tutti i colleghi dei vari sport, chi fa atletica leggera o sci nella maggior parte dei casi si allena molte più ore di una star NBA (ma molte molte), e questo è un fatto”, ha affermato l’ex cestista della Nazionale italiana, prendendo le difese degli sportivi chiamatidilettanti” da Gravina, che però stanno riempiendo di successi l’Italia, vincendo in ogni campo.

Bargnani ha poi concluso il suo post spiegando: “A livello normativo e legislativo ci sono distinzioni nette tra professionismo e dilettantismo, certo, ma sono anche figlie di strategie e/o politiche…ed è tutto un altro discorso. Per inciso: la nostra nazionale di pallavolo, campione del mondo in carica sia maschile che femminile, non sarebbe “professionistica” secondo questa logica. Chiamarli dilettanti richiede un “””coraggio“”” che non ho”, scrive Bargnani. E infatti tra donne e uomini l’Italia del volley si è laureata campione del mondo per due volte la scorsa estate, oltre a diversi altri successi ottenuti anche in campo olimpico e in Nations League. “Il problema non è il risultato di ieri sera. Il problema in alcuni casi è chi guida i nostri sport, e con quale spessore/know-how”, ha concluso il “Mago”.

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