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Sigonella, Chigi e Crosetto frenano sul no agli Usa. Le opposizioni: “Il governo venga a dirlo in Parlamento”

"L’Italia agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti", ha specificato la Presidenza del Consiglio. "Le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato", ha aggiunto il ministro della Difesa. Ben consci che l'alleato Trump non tollera bene i "no"
Sigonella, Chigi e Crosetto frenano sul no agli Usa. Le opposizioni: “Il governo venga a dirlo in Parlamento”
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Il governo Meloni ha detto no agli Stati Uniti che chiedevano di utilizzare la base siciliana di Sigonella per far decollare un loro bombardiere diretto in Iran. Lo ha fatto anche perché la vicinanza a Donald Trump comincia a pesare sulla percezione degli italiani in misura direttamente proporzionale all’aumento del costo dei carburanti, e ora rivendicare la decisione è complicato. Ma l’alleato americano, si sa, non tollera bene i “no”, così Palazzo Chigi e il ministro della Difesa Guido Crosetto sulla questione volano particolarmente bassi.

“L’Italia agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal governo alle Camere. La linea dell’Esecutivo è chiara, coerente e già pienamente condivisa con il Parlamento, senza alcuna modifica”, si legge in una nota diffusa dalla presidenza del Consiglio. “Ogni richiesta viene esaminata con attenzione, caso per caso, come sempre avvenuto anche in passato”, si sottolinea, e “il governo continuerà pertanto ad operare nel solco dei trattati vigenti, nel rispetto della volontà del governo e del Parlamento, garantendo al contempo affidabilità internazionale e piena tutela dell’interesse nazionale”.

Ancora più netto nel circostanziare la decisione è Crosetto: “Qualcuno sta cercando di far passare il messaggio che l’Italia avrebbe deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti Usa. Cosa semplicemente falsa, perché le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato – precisa il ministro della Difesa su X -. Il governo continua a fare ciò che hanno sempre fatto tutti i governi italiani in totale aderenza agli impegni presi in Parlamento ed alla linea ribadita anche in Consiglio Supremo di Difesa in continuità con tutti i precedenti Consigli, nei decenni”. “Non c’è alcun raffreddamento o tensione con gli Usa – specifica poi -, perché conoscono le regole che disciplinano dal 1954 la loro presenza in Italia bene come le conosciamo noi”.

Il Partito Democratico chiede all’esecutivo di dichiarare esplicitamente la sua linea davanti a Camera e Senato. Il governo “venga in Parlamento a raccogliere la volontà maggioritaria del popolo italiano, contrario all’utilizzo del nostro territorio per una guerra illegale che danneggia anche i nostri interessi strategici ed economici”, attacca la segretaria Elly Schlein. “Gli Usa vogliono utilizzare il nostro territorio come piattaforma per la guerra in Medio Oriente – afferma Schlein -. Negare l’autorizzazione da parte dell’Italia non può essere una decisione sporadica, deve diventare una linea politica espressa con chiarezza, anche in vista di future improprie richieste dal comando Usa”.

“Se fosse confermato che gli Usa non hanno fatto richiesta di autorizzazione all’Italia per il transito a Sigonella di velivoli Usa in missione di guerra in Iran, sarebbe molto grave – concordano i capigruppo M5S delle Commissioni Difesa di Senato e Camera, Alessandra Maiorino e Arnaldo Lomuti -. Sarebbe la dimostrazione che gli Stati Uniti di Trump ritengono di poter usare le basi italiane come vogliono, oltre i limiti imposti dagli stessi accordi bilaterali, contando sull’acquiescenza della sua amica Meloni. Doveroso lo stop di Crosetto”.

La Spagna ora si sente un po’ meno isolata. Il governo Sanchez “non è solo, siamo solo i primi a prendere decisioni”, “Madrid fa da apripista” e vede che altri Paesi “si uniscono alle posizioni spagnole,”, come avvenne già “per il riconoscimento dello Stato della Palestina”, hanno riferito fonti del governo di Madrid a LaPresse. “La posizione della Spagna è conosciuta”, spiegano ancora, “non condividiamo l’intervento militare, abbiamo fatto appello alla de-escalation e perché il conflitto si risolva, e tutti i gesti che contribuiscano a questa de-escalation sono i benvenuti”, concludono le fonti della Moncloa. in un eccesso di entusiasmo. Pur definendo i bombardamenti di Usa e Israele “interventi unilaterali condotti fuori dal diritto internazionale”, il governo Meloni non ha mai condannato in maniera netta l’operazione “Epic Fury”, limitandosi a specificare che “l’Italia non è in guerra e non intende entrarci”.

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