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La cattiva stella di Sigonella: il “piccolo” No di Crosetto rievoca Craxi e serve (anche) a salvare i cocci del centrodestra

L'effetto simbolico del gesto del ministro della Difesa e le ragioni che lo hanno spinto a rifiutare l'uso della base militare agli Stati Uniti - Il commento
La cattiva stella di Sigonella: il “piccolo” No di Crosetto rievoca Craxi e serve (anche) a salvare i cocci del centrodestra
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La cattiva stella di Sigonella.

Guido Crosetto avrà dovuto rassicurare Giorgia Meloni che la decisione di non far atterrare a Sigonella gli aerei di Trump – diversamente da ciò che sta facendo il “nemico” socialista spagnolo Pedro Sanchez – era di natura siquisitamente tecnica, e che non si poteva fare altro che rifiutare la richiesta degli Usa di utilizzo della base militare per velivoli impegnati nella cornice del conflitto con l’Iran. Mettiamo anche che questa decisione duri solo qualche ora, il tempo di risolvere il fraintendimento e spiegare agli americani di avvisare il governo italiano delle necessità militari logistiche prima di organizzare le traversate sul Mediterraneo dei bombardieri. Aggiungiamo infine che il niet, fischiato in zona Cesarini, è un pronunciamento dichiaratamente difensivo: nulla contro Trump ma Meloni, già ammaccata dal referendum, non può permettersi di non rispettare l’impegno preso col Parlamento di tornare in Aula qualora le condizioni di utilizzo delle basi Usa in Italia dovessero subire modifiche.

Resta il fatto: il no agli Usa, sebbene piccolo così, rievoca il no di un altro presidente del Consiglio, il socialista Bettino Craxi, a un altro presidente americano, l’ultra conservatore Donald Reagan, di usare Sigonella, nella notte terribile del lotano 10 ottobre 1985 per regolare i conti con i terroristi palestinesi che avevano dirottato la Achille Lauro e ucciso un turista americano di origini ebraica.

La politica si alimenta anche attraverso azioni simboliche e questa appare più significativa di altre. Giorgia Meloni, fino a qualche settimana fa portavoce di Donald Trump, l’amico del cuore, nell’Europa divisa e distante dal tycoon, rifiuta la cortesia al gradito ospite della Casa Bianca.

È un no che l’opposizione infatti subito apprezza mentre la maggioranza fatica ad applaudire il ministro della Difesa la cui posizione personale, sempre poco allineata rispetto alla trincea meloniana, pone nuovi interrogativi.

Sono anche questi i cocci della sconfitta referendaria che rappresenta una ferita infetta sul corpo improvvisamente gracile del centrodestra.

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