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Ultimo aggiornamento: 17:20

Pena di morte in Israele, portavoce Ue: “Chiaro passo indietro”. Ma non risponde sul possibile stop all’accordo di associazione

Il portavoce dell’Ue per gli Affari Esteri Anouar el Anouni durante il briefing con la stampa a Bruxelles
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La legge approvata dalla Knesset, il Parlamento israeliano, che istituisce la pena di morte per i terroristi, di fatto concepita per colpire i palestinesi, costituisce un “chiaro passo indietro” da parte dello Stato ebraico e si aggiunge al “trend negativo riguardo al rispetto dei diritti umani” in Israele. Lo ha detto il portavoce dell’Ue per gli Affari Esteri Anouar el Anouni, rispondendo ad una domanda a Bruxelles durante il briefing con la stampa. Il portavoce non ha risposto alla domanda se l’Ue abbia intenzione di sospendere l’accordo di associazione con Israele, che prevede il rispetto dei diritti umani, perché tra gli Stati membri dell’Ue su questo non c’è accordo, quindi l’Ue non può sospenderlo. La legge, per l’Ue, è “molto preoccupante”, sia perché istituisce la pena di morte, alla quale l’Ue è “contraria in ogni caso” perché viola “il diritto alla vita”, sia per la sua “natura discriminatoria”. C’è anche, nota infine el Anouni, “un ricorso alla Corte Suprema” contro la legge approvata dalla Knesset.

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