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Crisi energetica, Ue: “Bisogna prepararsi a un’interruzione prolungata”. L’invito al risparmio: dal trasporto pubblico ai voli

La riunione informale in videocall dei ministri dell’energia dell'Ue: "30 giorni di conflitto hanno già aggiunto 14 miliardi di euro alla già pesante fattura dell’Unione per i combustibili fossili"
Crisi energetica, Ue: “Bisogna prepararsi a un’interruzione prolungata”. L’invito al risparmio: dal trasporto pubblico ai voli
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Sarà una crisi energetica lunga, avrà delle ripercussioni ed è costata già 14 miliardi all’Europa. Rispetto alla guerra in Ucraina l’Ue ha un grado di preparazione maggiore e soprattutto più rinnovabili, ma la portata della guerra in Iran ha convinto anche i più ottimisti che i 27 Paesi membri devono correre ai ripari. Riducendo i consumi e aumentando il grado di coordinamento, in attesa che anche l’esecutivo europeo metta in campo un carnet di interventi per ammorbidire gli effetti della crisi. È quanto venuto fuori dalla riunione informale in videocall dei ministri dell’energia dell’Ue.

Poco prima della riunione, in una lettera ai 27, il commissario all’Energia Dan Jorgensen ha sottolineato che i Paesi membri devono “prepararsi tempestivamente” a “un’interruzione potenzialmente prolungata” delle “forniture energetiche“. Per il commissario danese è necessario intervenire subito innanzitutto risparmiando sui consumi di gas e petrolio, come indicato anche nel vademecum redatto dall’Agenzia Internazionale dell’Energia. Ridurre di dieci Km/h la velocità in auto, ricorrere ai trasporti pubblici con maggior frequenza, usare il telelavoro, sono solo alcuni esempi delle buone pratiche consigliate. Un occhio anche alla riduzione dei voli. “Sappiamo, ovviamente, che ci sono diverse circostanze nazionali. Ciò significa che non esiste una soluzione valida per tutti. Ma è chiaro che più si può fare per risparmiare petrolio, soprattutto diesel, soprattutto carburante per aerei, meglio è, e quindi continueremo anche a contribuire alla condivisione delle migliori pratiche e a fornire indicazioni agli Stati membri sulla tempistica delle diverse misure”, ha spiegato Jorgensen che ha parlato anche di autonomia energetica, aumentando ad esempio il consumo di biocarburanti. Con una lezione da tener presente. “Questa crisi ci dimostra ancora una volta che la nostra esposizione agli shock energetici esterni è una vulnerabilità importante. E questo è legato alla nostra dipendenza dai combustibili fossili importati”, ha sottolineato Jorgensen.

Dall’esecutivo Ue, intanto, un primo step di interventi verrà presentato già mercoledì. Il collegio dei commissari è chiamato infatti ad approvare la proposta di modifica della riserva di stabilità del mercato dell’Ets con l’obiettivo di ridurre l’eccessiva volatilità dei prezzi del carbonio. Bruxelles sta valutando la possibilità di “mettere in pausa” la cancellazione automatica delle quote di carbonio in eccesso nel sistema Ets che avviene alla fine di ogni anno. La mossa consentirebbe all’Ue di aumentare il numero di quote da lasciare nella “riserva di stabilità del mercato” che potrebbero essere rilasciate in caso di picchi di prezzo. Si tratta di un primo intervento, destinato innanzitutto – come ha spiegato una fonte europea – a “rasserenare un po’ il clima.

Sul tavolo della riunione sono finiti principalmente i numeri di una crisi dai contorni già impressionanti. “Dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, i prezzi nell’Ue sono aumentati di circa il 70% per il gas e del 60% per il petrolio. In termini finanziari, 30 giorni di conflitto hanno già aggiunto 14 miliardi di euro alla già pesante fattura dell’Unione per i combustibili fossili”, ha sottolineato il commissario all’Energia. “La crisi – ha ammonito – sarà lunga e andrà oltre la fine della guerra, perché le infrastrutture energetiche sono distrutte“. Alla riunione diversi Stati membri hanno chiesto un maggior coordinamento, stigmatizzando eventuali misure nazionali che frammentino il mercato. Hanno chiesto anche interventi da parte della Commissione. E la Commissione “molto presto” risponderà con un toolbox – la cosiddetta cassetta degli strumenti – che avrà una serie di misure: da nuove norme sugli aiuti di Stato alla semplificazione degli strumenti finanziari per il disaccoppiamento dei prezzi del gas da quelli dell’elettricità. “Gli aiuti di Stato offrono già buone opportunità agli Stati per sostenere i più vulnerabili ma renderemo queste possibilità ancora più ampie”, ha spiegato Jorgensen.

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