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Istat: nel 2025 nuovo crollo delle nascite, solo 355mila. E la famiglia più diffusa è quella composta da una sola persona

I nuclei composti da un solo individuo sono il 37,1%, le coppie con figli il 28,4%. Nel 2025 il saldo naturale (la differenza tra nascite e decessi) è "ampiamente negativo": circa -297 mila. I migranti, 440mila quelli arrivati l'anno scorso, contrastano il declino demografico
Istat: nel 2025 nuovo crollo delle nascite, solo 355mila. E la famiglia più diffusa è quella composta da una sola persona
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Il calo demografico in Italia prosegue malgrado lo sbandierato impegno pro natalità del governo Meloni. E l’Istat lo certifica. Solo l’arrivo dei migranti contrasta gli effetti negativi del declino della natalità. Nel 2025 le nascite sono state 355mila, con una diminuzione del 3,9% rispetto al 2024. I decessi sono 652mila, in calo dello 0,2%. Mentre il saldo naturale (la differenza tra nascite e decessi) è “ampiamente negativo”: circa -297 mila italiani, in aumento sul 2024 quando risultò pari a -283. E’ quanto emerge dagli Indicatori demografici dell’Istituto nazionale di statistica pubblicati oggi. Avanza in Italia anche il calo della fecondità: nel 2025 scende a 1,14 figli per donna.

Nel 2025 sono giunti in Italia 440mila migranti, con un calo di 12mila individui rispetto al 2024 (-2,6%). Scendono sensibilmente le emigrazioni per l’estero, 144mila, ben 45mila in meno rispetto all’anno precedente (-23,7%). In questo quadro, il saldo migratorio con l’estero resta molto positivo (+296mila) e tale da compensare pressoché integralmente il deficit di natalità. Non solo: il saldo tra gli ingressi di stranieri e la fuga dall’Italia cresce di 33mila unità sul 2024. Risultano, infine, in aumento del 5,1% i trasferimenti di residenza tra Comuni, che globalmente hanno coinvolto un milione e 455mila cittadini.

Oggi più di un terzo delle famiglie (il 37,1%) è “unipersonale“, ovvero formato da una sola persona: una crescita esponenziale rispetto a 20 anni fa, quando erano un quarto (il 25,9%). Nel biennio 2024-2025, in Italia si contano 26 milioni e 600mila famiglie, oltre 4 milioni in più rispetto all’inizio degli anni Duemila, riporta l’Istat. Secondo il report le famiglie composte da almeno due persone (due adulti oppure genitore-figlio) sono il 60,4%. Le coppie con figli costituiscono il 28,4%, mentre quelle che non li hanno sono stabili nel tempo e rappresentano un quinto del totale (poco più del 20%). Le famiglie monogenitore, che sono sono aumentate nel corso del tempo, rappresentano oggi una famiglia su 10. Si tratta principalmente di madri sole (8,6%), ma ci sono anche casi di padri con figli (2,2%).

Le famiglie, dunque, sono sempre più piccole e si passa dai 2,6 componenti di 20 anni fa agli attuali 2,2. Inoltre, nel biennio 2024-25 le persone che vivono sole rappresentano il 16,9% della popolazione, in aumento in tutte le classi di età, soprattutto quelle centrali.

Al 1 gennaio 2026 la popolazione residente è pari a 58 milioni 943mila individui (dati provvisori), sostanzialmente stabile rispetto alla stessa data dell’anno precedente (-636 unità). La tendenza dunque è confermata, secondo l’Ista: in Italia solo l’arrivo dei migranti riesce a contrastare l’invecchiamento della popolazione dovuto al calo delle nascite. Ma la geografia conta: la popolazione aumenta del 2,2 per mille nel settentrione, è stabile nel centro Italia (0,0 per mille) e diminuisce nel Meridione (-3,1 per mille). Residenti in aumento soprattutto in Trentino-Alto Adige (+4,2 per mille), in Emilia-Romagna (+3,4 per mille) e in Lombardia (+3,2 per mille). Le Regioni in cui si riscontra il maggior calo demografico sono la Basilicata (-9,0 per mille), il Molise (-6,5 per mille) e la Sardegna (-5,1 per mille).

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