Il Parlamento israeliano approva la pena di morte per i prigionieri palestinesi colpevoli di “terrorismo”. L’estrema destra festeggia in Aula
Il Parlamento israeliano ha approvato la legge che introduce la pena di morte per terrorismo. Secondo il testo, è passibile di condanna capitale “chi causa intenzionalmente la morte di una persona nell’ambito di un atto di terrorismo, con l’intento di negare l’esistenza dello Stato di Israele”. La Knesset ha dato il suo ok in lettura finale e la norma è passata con 62 voti a favore e 48 contrari. Il premier Benjamin Netanyahu si è recato personalmente in aula per votare a favore. Uno dei partiti ultraortodossi della coalizione si è opposto, mentre la legge ha incassato il sostegno del partito dell’ex ministro della difesa Avigdor Lieberman, leader del partito di destra radicale Israel Beytenu.
Israele quindi tira dritto nonostante l’appello arrivato, seppur tardivamente (la legge era in discussione da mesi), da diversi paesi europei. Ieri i ministri degli Esteri di Germania, Francia, Italia e Regno Unito con una dichiarazione congiunta avevano espresso la propria preoccupazione per la possibile approvazione, parlando di “una forma di punizione disumana e degradante, priva di qualsiasi effetto deterrente” che “rischia di minare gli impegni di Israele in materia di principi democratici“. L’approvazione del disegno di legge rappresenta invece una grande vittoria per l’estrema destra israeliana, che ha sostenuto con forza la misura. “Abbiamo fatto la storia. Lo avevamo promesso e lo abbiamo mantenuto. La legge sulla pena di morte per i terroristi è entrata a far parte dell’ordinamento giuridico dello Stato di Israele” ha scritto il ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, il principale promotore del provvedimento, che in aula ha festeggiato con applausi, abbracci e stappando una bottiglia. Già a novembre, dopo l’approvazione della legge in prima lettura, il ministro aveva offerto dolcetti a tutti i presenti.
La legge stabilisce che la pena di morte – mediante impiccagione – diventi la punizione per i palestinesi della Cisgiordania condannati per omicidi a sfondo nazionalistico. La legge conferisce inoltre ai tribunali israeliani l’autorità di infliggere sia la pena di morte, sia l’ergastolo anche ai cittadini israeliani. Non ha effetto retroattivo e si applicherà solo ai casi futuri. La misura è stata duramente condannata da gruppi per i diritti umani israeliani e palestinesi, che la definiscono razzista, draconiana e improbabile nel dissuadere attacchi da parte di aggressori palestinesi. Si prevede che la legge sarà oggetto di ricorso davanti alla Corte Suprema israeliana.
L’approvazione da parte della Knesset è avvenuta “nonostante i ripetuti appelli rivolti alle autorità israeliane, in particolare dal Consiglio d’Europa, affinché rinunciassero a tale pratica”, commenta il segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset, ribadendo che “il Consiglio d’Europa si oppone alla pena di morte ovunque e in qualsiasi circostanza e continua a impegnarsi a favore della sua abolizione universale”. L’organizzazione con sede a Strasburgo “seguirà con attenzione i prossimi sviluppi relativi a questa legge ed esaminerà le sue implicazioni per le convenzioni del Consiglio d’Europa di cui Israele è parte, nonché per i meccanismi di cooperazione a cui tale Stato partecipa”.