Milleproroghe, la Federazione di polizia contro il governo Meloni: “Gravissima lesione della libertà sindacale”
La Federazione Sindacale di Polizia, tra i sindacati più rappresentativi degli agenti della Polizia di Stato, si scaglia contro il Governo, accusato di “falsare la rappresentatività dei sindacati”. La critica del sindacato è contro il decreto Milleproroghe, colpevole, secondo l’FSP, di “alterare antidemocraticamente la rappresentatività delle organizzazioni sindacali”. Valter Mazzetti, Segretario generale dell’FSP Polizia di Stato, ha attaccato l’operato del governo nel comunicato stampa pubblicato sabato 28 dal sindacato: “Con una legge il Governo, scavalcando ogni disposizione contrattuale in merito, ha negato ad oltre 3.500 poliziotti il riconoscimento della dignità sindacale, non conteggiandoli nel computo delle Federazioni che hanno liberamente scelto”. Mazzetti descrive le misure adottate nel Milleproroghe come “un’antidemocratica alterazione della rappresentatività delle organizzazioni sindacali operata in maniera vile, prepotente e proditoria”.
All’interno del decreto al centro della polemica, infatti, è previsto che “la consistenza associativa delle Federazioni, fino a fine 2026, rimanga cristallizzata alla composizione rilevata nel lontano 2021, negando così il riconoscimento di tutti gli “ingressi” nelle Federazioni avvenuti negli ultimi anni”. Il numero di agenti, che rimarrebbero tagliati fuori dalla Fsp Polizia, ammonterebbe a oltre 3000. Il segretario generale del sindacato prosegue nel comunicato spiegando che “la legge, oltre a non poggiare su alcuna motivazione ufficiale, rappresenta un’entrata a gamba tesa su un tema espressamente previsto nel nostro contratto e fa pagare alle Federazioni la vergognosa incapacità delle Amministrazioni interessate di fornire gli strumenti necessari falsando in modo inaccettabile la rappresentatività nazionale e provinciale”. Il sindacato conclude il comunicato, descrivendo “aberrante” il comportamento tenuto dalle autorità politiche, colpevoli anche di intromettersi “in questioni affidate dalla legge agli accordi contrattuali”. Il decreto Milleproroghe rappresenta, secondo il sindacato, “una gravissima lesione della libertà sindacale di migliaia di colleghi ignorati, calpestati e offesi”.