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Delmastro e il caso bisteccheria, “Mauro e Miriam Caroccia hanno reinvestito nel ristorante i soldi del clan Senese”

Secondo l'accusa i due indagati, nel dicembre del 2024, hanno 'investito' nella Srl al fine di "permettere al clan di accrescere e rafforzare la sua posizione sul territorio attraverso il controllo di attività economiche" e "di reinvestire i capitali illecitamente accumulati nel corso degli anni"
Delmastro e il caso bisteccheria, “Mauro e Miriam Caroccia hanno reinvestito nel ristorante i soldi del clan Senese”
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Mauro e Miriam Caroccia sono accusati di aver “trasferito e reinvestito” nella società di cui è stato azionista l’ormai ex sottosegretario Fdi Andrea Delmastro i proventi delle attività illecite del clan di stampo camorristico dei Senese. Le ipotesi di reato contestate dalla procura di Roma, nell’indagine anticipata da il Fatto quotidiano il 21 marzo scorso, sono riciclaggio e intestazione fittizia dei beni. Al centro del procedimento la società “Le 5 Forchette“, di cui è stato socio l’esponente di Fratelli d’Italia, costretto alle dimissioni lunedì scorso dopo la sconfitta del governo al referendum sulla giustizia e dopo lo scoop del Fatto sul caso.

Negli atti di indagine della Dda di Roma, si delinea una attività illecita aggravata dal fatto di averla “commessa al fine di agevolare l’associazione di stampo mafioso” facente capo al gruppo dei Senese. Secondo l’impianto accusatorio i due indagati, nel dicembre del 2024, hanno “investito” nella Srl al fine di “permettere al clan di accrescere e rafforzare la sua posizione sul territorio attraverso il controllo di attività economiche” e “di reinvestire i capitali illecitamente accumulati nel corso degli anni”.

Nel frattempo, sono fissati a metà di questa settimana i primi interrogatori: i primi ad essere ascoltati dai pm della Dda di piazzale Clodio saranno proprio Mauro Caroccia, che sta scontando una pena a quattro anni di carcere per reati di stampo mafioso, e la figlia Miriam (entrambi difesi dall’avvocato Fabrizio Gallo), che risulta azionista della Srl che gestiva il ristorante “Bisteccheria d’Italia” di via Tuscolana a Roma.

Come rivelato nei giorni scorsi, sempre dal Fatto quotidiano, la figlia del prestanome del clan Senese sostiene di aver saputo da questo giornale che il 5 marzo scorso ha riacquistato tutte le quote della società dagli amici di Delmastro. “Abbiamo fatto fare una visura e abbiamo saputo della cessione: per questo motivo ci siamo messi a disposizione della Procura. Vogliamo conoscere tutte le incombenze della srl perché altrimenti si rischiano conseguenze penali”, aveva dichiarato l’avvocato Fabrizio Gallo, legale della ragazza.

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A cura di Paolo Frosina
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