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Ultimo aggiornamento: 10:03

Referendum, Travaglio sul Nove: “Per tre anni ci hanno detto che andava tutto bene, questo ha fatto incazzare gli elettori”

Il direttore de Il Fatto Quotidiano ospite di Sommi denuncia l’immobilismo del governo e sottolinea il peso dei referendum sul voto dei cittadini
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“La campagna elettorale il centrodestra l’aveva già persa prima che la Bartolozzi cominciasse a delirare, prima che Nerazzini, sul Fatto Quotidiano, beccasse la società fra Delmastro e la figlia del prestanome dei senesi nella famosa bisteccheria e, a prescindere dai guai della Santanché, che sono noti da due anni”: queste le parole del direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio ospite ad Accordi&Disaccordi, il talk condotto da Luca Sommi, in onda in prima serata tutti i sabati sul Nove.

Travaglio ha sottolineato come i referendum siano utili per comprendere in quale direzione va il Paese: “Quando 5 milioni e mezzo di persone, che non votano alle politiche, vanno a votare al referendum, ci vanno proprio perché sentono di poter veramente scegliere quello che vogliono. Questo ci dice di un Paese che è in movimento, e adesso è una bella sfida per il centrodestra e per il centrosinistra”.

“In questi tre anni e mezzo il governo non ha fatto niente. Hanno narrato che andava tutto bene, e narrare che va tutto bene fa incazzare l’elettore, soprattutto l’elettore più penalizzato, quindi quello giovane. Pensiamo al fatto che non hanno lasciato votare 5 milioni di giovani fuori sede: se facevano votare pure quelli finiva 60 a 40”, ha concluso il direttore de Il Fatto Quotidiano.

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A cura di Paolo Frosina
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