“Questo è il sistema di sicurezza di cui si vantano gli Usa?”: hacker iraniani violano la mail del capo dell’FBI
Foto di Kash Patel mentre annusa e fuma sigari, foto mentre fa delle smorfie davanti a uno specchio o posa in pantaloncini accanto a un’auto decappottabile. Un gruppo di hacker iraniani è riuscito a entrare nella casella di posta elettronica personale del direttore dell’FBI, Kash Patel, e ha reso pubbliche una serie di foto e documenti personali per deridere il sistema di intelligence statunitense. “Questa è la sicurezza di cui si vanta il governo degli Stati Uniti?!”: a compiere il gesto è stato il gruppo di cyber-attivisti Handala Hack Team e le immagini sono state diffuse nella mattinata del 27 marzo, proprio per sbeffeggiare il sistema di sicurezza dell’FBI.
“Kash Patel, l’attuale capo dell’FBI, il cui nome un tempo campeggiava con orgoglio sulla sede centrale dell’agenzia, ora si ritrova nella lista delle vittime di un attacco informatico andato a buon fine. I cosiddetti sistemi ‘impenetrabili’ dell’FBI sono stati messi in ginocchio in poche ore dal nostro team”, si legge in un comunicato diffuso da Handala Hack Team, che già qualche settimana fa aveva sferrato un altro attacco agli Usa. “Tutte le informazioni personali e riservate di Kash Patel, incluse email, conversazioni, documenti e persino file classificati, sono ora disponibili per tutti”.
Secondo una nota del Dipartimento di Giustizia riportata dall’agenzia Reuters, Handala è uno dei diversi pseudonimi usati da un’unità di hacker che opera sotto il Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza iraniano (MOIS) in quelle che sono chiamate operazioni di guerra psicologica dell’agenzia.
In questo caso Handala ha colpito personalmente uno dei vertici del sistema di spionaggio e sicurezza interna, con lo stesso Dipartimento di Giustizia che è stato costretto a confermare sia l’autenticità del materiale, sia la violazione dell’account di Patel. Secondo quanto riportato dalla CNN, poche settimane dopo la sua nomina a capo dell’FBI, Patel era già stato informato che alcune delle sue comunicazioni personali erano state intercettate. Le foto risalgono al 2011 e al 2012.
Nella nota si legge: “Questa è la sicurezza di cui si vanta il governo degli Stati Uniti?! Questo è il gigante della sicurezza informatica che pensa che minacce e tangenti possano mettere a tacere la voce della resistenza? Al mondo intero, dichiariamo: l’FBI è solo un nome, e dietro questo nome non c’è una vera sicurezza. Se il vostro direttore può essere compromesso così facilmente, cosa vi aspettate dai vostri dipendenti di livello inferiore?”.