Darlington Chukwunyere, il doppio coloniale e l’identità in frantumi (Traduzione di Emmanuel Ogheneovie George)
Lagos-Londra: fred e Fred. Colonizzato e colonizzatore, l’unico con l’iniziale del nome maiuscolo. È dunque un’identità minore quella del doppio coloniale di Fred? E minore è la sua storia, la sua lingua, la sua cultura? Cosa resta dell’identità originaria quando questa viene manipolata, schiacciata, zittita, sostituita è domanda scottante, controversa, dibattuta. Da qui parte la poesia di Chukwunyere, che maneggia il tema dell’identità sottoponendolo a ulteriori manipolazioni, a infinite maschere, a un gioco inquietante di specchi. Specchi che poi frantuma, mandando in pezzi anche la materia riflessa: attraverso quei frammenti, la replica all’infinito, finché sembra non resti più nulla. Non più lo specchio originario, non più il riflesso inviolato, ma una serie di identità multiple, cangianti, spezzate, ibride. Nonostanze di esistenza. L’esistere nonostante.
S. S.
[Le poesie che seguono sono state tradotte da Emmanuel Ogheneovie George dell’IC Pagani durante Il traduttore in classe, progetto che porta la traduzione tra i banchi di scuola, curato e diretto da Stella Sacchini].
Specchi rotti
Ogni volta che guardo lo specchio
vi vedo: Papà e Mamma.
Assaporo gli spasmi del danno subìto.
Mi ubriaco d’odio.
Frantumo lo specchio sperando di frantumare le vostre facce.
Ma poi le facce si moltiplicano,
sfumature diverse delle vostre facce.
Capisco di aver rotto uno specchio innocente.
Provo a rimettere insieme i pezzi,
ma non torneranno mai come prima.
Ciò che è rotto è rotto.
Quando osservo lo specchio rotto,
vedo le facce moltiplicarsi,
sento le voci moltiplicarsi,
vedo me stesso moltiplicato in migliaia di corpi.
I miei amici non sanno chi sono fra questi.
Non so nemmeno chi siano i miei veri amici.
Sono l’ombra di qualsiasi abnormità.
Gli specchi rotti spesso rimangono rotti per sempre.
Stigmatizzati.
Traumatizzati.
Spazzati via.
E se pure un pezzo fortunato si potesse recuperare,
non potrebbe mai tornare a essere uno specchio.
Fred’ e ‘fred’
Fred è un quarantenne
fred è anche lui un quarantenne.
Fred e fred si incontrano sui social media.
Fred è nato e cresciuto a Londra
da genitori inglesi.
fred vive a Lagos,
un nigeriano,
un nigeriano moderno,
un nigerino d’élite.
Fred si vanta della pizza,
del gelato,
del burro di arachidi
e del purè.
fred invidia Fred,
perché anche lui non può fare a meno della pizza,
del gelato,
del burro di arachidi e del purè.
Fred è allergico ai cibi non inglesi.
fred si vergogna di menzionare l’igname arrosto,
l’olio di palma fresco e le foglie di utazi.
Fred pensa a tanti cibi buoni che vengono dall’Inghilterra.
fred crede che ogni buon cibo sia fatto in Inghilterra.
Fred parla, capisce e scrive in tre lingue:
inglese,
inglese,
e inglese.
fred parla,
capisce e scrive in due lingue:
pidgin e INGLESE.
Fred tollera appena le cose non inglesi,
ma fred senza “INGLESE” è una pistola inceppata,
un atlante in fiamme,
un numero sbiadito.
Fred si presenta con tre nomi nativi inglesi.
fred si presenta con un nome di battesimo inglese,
un cognome inglese,
e un silenzioso nome nativo igbo
uno di cui sa a malapena lo spelling corretto.
Fred si vanta della colorata storia del suo popolo.
fred si imbarazza a menzionare storie del suo popolo,
che ha letto su libri scritti da stranieri,
e interpretati da stranieri familiari.
Fred sostiene che è stata l’Inghilterra a conquistare il mondo, non Roma.
A riprova di questo elenca molte nazioni che parlano inglese.
fred da parte sua non conosce la vera storia del suo popolo.
Per lui tutto ciò che è nativo è degradante e diabolico,
la sua grande scusa è la religione e la civiltà.
Preferirebbe non menzionare le fiabe in cui i nostri antenati vivevano sugli alberi,
dormivano a occhi aperti nel cannibalismo collettivo
e si svegliavano in un coito animalesco insieme alle scimmie e al bestiame.
Fred sostiene che l’Inghilterra ha prodotto i primi dottori e i vaccini
ma il nostro caro fred non sa
che i suoi antenati conoscevano erbe in grado di annichilire i veleni più letali,
molto prima che il primo antidoto fosse testato in Inghilterra.
Non mettermi una maschera
Tre angeli scesero a portare doni per una ragazza nigeriana moderna
di nome Chinwendu.
Gli angeli incontrarono una certa ragazza,
che si adattava perfettamente alla descrizione,
ma non riuscivano a riconoscerne il volto –
Chinwendu ora si fa chiamare Wendy.
Insoddisfatti, gli angeli tornarono con i doni al Creatore.
Allora il Creatore rimandò indietro gli angeli
con ricompense per un’altra ragazza nigeriana di nome Osinachi.
Al loro arrivo, non riuscivano a trovare Osinachi,
perché tutti la chiamavano Sinach.
Il nome non suona nigeriano,
quindi gli angeli discutevano tra loro:
“siamo davvero in Nigeria?”.
Consultarono la loro mappa,
diceva “verde”
anche la bussola diceva “verde”,
ma non riuscivano a trovare Osinachi.
Gli angeli partirono di nuovo.
Missione fallita.
E di nuovo, una ragazza malata di nome Oluwabukola
invocò l’aiuto del Creatore.
Egli mandò i suoi angeli a guarire Oluwabukola.
Al loro arrivo, trovarono qualcun altro:
le infermiere la chiamavano Bucky.
Anche famiglia e amici la chiamavano Bucky,
ma assomigliava molto a Oluwabukola.
“Sicuramente non è lei,
verrà anche lei dall’Europa.”
Dopo molte discussioni,
gli angeli partirono di nuovo,
lasciando Bucky al suo destino –
perché avevano l’ordine di guarire Oluwabukola,
e non Bucky.
Di nuovo il Creatore ascoltò la preghiera di un uomo fortunato di nome Tochukwu.
Convocò i Suoi tre angeli,
ordinando loro di non fallire stavolta,
ma di assicurarsi di trovare l’anima giusta e benedirla.
Arrivati nel posto dove abitava Tochukwu,
trovarono un buon uomo di nome Toks.
Gli angeli erano così tentati di benedirlo –
sembrava davvero un buon uomo.
Ma il Creatore disse forte e chiaro:
“non possono spogliare Pietro per vestire Paolo”.
Quindi ripartirono con le loro benedizioni,
diretti al Creatore.
Per favore non mettermi una maschera.
Il mio nome è Chinecherem,
non chiamarmi Neche, o Chere, o Nec.
Non risponderò,
per non perdere i miei Angeli.
Darlington Chukwunyere nasce a Lagos, Nigeria, nel 1990. È un attore, uno sceneggiatore di Nollywood e un poeta. È coautore di Gold Dust Ikenga, opera teatrale rappresentata per la prima volta a Londra nel 2017 dalla compagnia britannica Silver-Globe Sines di Silver Achugamonye. Le sue poesie sono apparse sulle pagine di Kalahari Review, Klintji magazine e Voices Project.