“Non verificano l’età dei minori”, la Commissione europea contro le piattaforme per adulti: “Rispettino gli obblighi o ne subiranno le conseguenze”
Non è uno scontro, ma un passaggio formale nell’applicazione delle regole europee sul digitale. La Commissione europea ha infatti stabilito, in via preliminare, che alcune grandi piattaforme per adulti non rispettano pienamente gli obblighi previsti dalla Digital Services Act in materia di tutela dei minori. Nel dettaglio, le criticità riguardano Pornhub, Stripchat, XNXX e XVideos. Secondo le conclusioni preliminari dell’indagine avviata il 27 maggio 2025, le piattaforme non avrebbero identificato e valutato in modo adeguato i rischi legati all’accesso dei minori a contenuti pornografici.
L’analisi condotta da Bruxelles evidenzia in particolare come, nei processi di valutazione interna, le aziende abbiano attribuito maggiore peso a considerazioni di natura commerciale – come il possibile danno reputazionale – piuttosto che ai rischi sistemici per i più giovani. In alcuni casi, inoltre, sarebbero state fornite informazioni ritenute fuorvianti e non sarebbero stati presi adeguatamente in considerazione i contributi delle organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti dei minori. Uno dei nodi centrali riguarda l’efficacia delle misure di protezione attualmente adottate. Strumenti come l’autodichiarazione della maggiore età, gli avvisi sui contenuti, l’oscuramento delle pagine o le etichette “riservato agli adulti” non sono considerati sufficienti a impedire concretamente l’accesso ai contenuti sensibili. Per la Commissione, questi sistemi risultano facilmente aggirabili e non garantiscono un livello adeguato di protezione.
“Le piattaforme online hanno una responsabilità”, ha dichiarato la vicepresidente Henna Virkkunen, sottolineando che la tutela dei minori nello spazio digitale rappresenta un diritto fondamentale. “Nessun bambino dovrebbe essere a un solo clic da contenuti dannosi”, ha aggiunto, ribadendo la necessità di strumenti più efficaci. In questa direzione, Bruxelles chiede l’adozione di sistemi di verifica dell’età più solidi, ma al tempo stesso rispettosi della privacy degli utenti. Il riferimento è a una soluzione europea attualmente in fase di sperimentazione in sei Stati membri, tra cui l’Italia, e destinata a diventare operativa entro la fine dell’anno. Il sistema sarà integrato nel futuro portafoglio digitale europeo e punta a offrire un meccanismo standardizzato, interoperabile e sicuro per l’identificazione dell’età online. “Insieme – ha aggiunto – faremo in modo che queste piattaforme rispettino i loro obblighi o ne subiscano le conseguenze”.
Se le violazioni preliminari dovessero essere confermate al termine del procedimento, le piattaforme potrebbero incorrere in sanzioni significative, fino al 6% del fatturato annuo globale. Tuttavia, la procedura è ancora in corso: le società coinvolte hanno ora la possibilità di accedere agli atti dell’indagine, presentare osservazioni scritte e adottare eventuali misure correttive per adeguarsi agli obblighi normativi. Parallelamente, sarà consultato il Comitato europeo per i servizi digitali. L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di applicazione del Digital Services Act, che mira a rafforzare la responsabilità delle piattaforme online nella gestione dei contenuti e dei rischi sistemici. Il tema della protezione dei minori, in particolare, è diventato centrale nel dibattito europeo sulla regolazione del digitale. Le verifiche non si limitano ai siti per adulti. Anche piattaforme come Snapchat sono oggetto di indagini, seppur in un contesto differente e non classificato come “ad alto rischio”. L’obiettivo complessivo della Commissione è costruire un ambiente digitale più sicuro, in cui innovazione e tutela dei diritti fondamentali possano coesistere.