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Un successo l’ultimo Festival del Romance italiano: un appuntamento fisso per gli amanti del genere

L’idea è nata nel 2018 a Lidia Ottelli, è stata lei a dar vita a un evento che in Italia non esisteva, ponendo al centro l'amore per la lettura e per il romance
Un successo l’ultimo Festival del Romance italiano: un appuntamento fisso per gli amanti del genere
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Il primo Festival del Romance italiano si è svolto nel 2019 e anche l’ultimo è stato un successo; si è tenuto a Milano all’inizio di marzo con 300 autori e più di 4000 lettori. Del resto il romance, che un tempo si chiamava rosa, è sempre stato apprezzato dai lettori e il FRI è considerato l’appuntamento fisso per chi ama il genere, ormai declinato in molte sfumature.

L’idea è nata nel 2018 a Lidia Ottelli, è stata lei a dar vita a un evento che in Italia non esisteva. Porre al centro l’amore per la lettura e per il romance, dare uno spazio a una community, una grande famiglia che vuole festeggiare con questo Festival la sua passione per i libri. E ha avuto ragione, in barba ai molti critici che considerano il romance, nonostante i numerosi fan e le buone vendite, una narrativa di serie B.
Tra chi ha partecipato all’evento Nina Talvi, che è una veterana: ha iniziato come lettrice, avendo adorato la sua atmosfera ha continuato come autrice. Lo ritiene un appuntamento imperdibile per chi ama il romance in tutte le sue sfumature perché si incontrano persone con la stessa passione. Ormai è alla quarta partecipazione come autrice: a due edizioni è intervenuta con la casa editrice con cui ha pubblicato la sua prima trilogia, mentre gli ultimi due anni da self publisher con gli altri suoi libri.

Per Nina il FRI è sempre un’esperienza magica, e anche quest’anno non si è smentito. Per lei è importante conoscere nuovi lettori, vedere l’impatto che le sue storie hanno su chi le legge, condividere la giornata con altre autrici (e autori), insomma è un’occasione davvero speciale. Ed è pronta per la prossima edizione. Nina Talvi vive a Helsinki, dove sono ambientati i suoi romanzi, ama passeggiare nella foresta finlandese con la sua famiglia e bere quantità imbarazzanti di chai latte.

Enrico Pedace è al suo terzo FRI. Il quinto, considerando anche le due mini tappe di Roma e Firenze. Lui crede che il FRI sia uno dei più importanti eventi letterari a livello nazionale. È una vetrina pazzesca per tutti le autrici e gli autori che narrano la vita in chiave romance. È l’occasione per mettersi in gioco, raccontare le proprie storie e incontrare chi ama leggerle. Per Pedace ogni volta è un’esperienza incredibile: un turbinio di emozioni che solo chi vive quella giornata riesce a comprendere. Lo ha scritto anche sul suo blog, il FRI è come il pranzo della domenica: atteso, irrinunciabile, familiare. È come le indimenticabili puntate del Festivalbar negli anni ’90: un rito collettivo che unisce generazioni diverse attorno a una stessa passione. Quindi lo rifarebbe e spera di trovare nuovamente spazio nella prossima edizione.

Per lui l’incontro con le lettrici è sempre meraviglioso: passano davanti allo stand incuriosite e con un pizzico di stupore nel vedere un uomo che scrive romance. In fondo la letteratura non ha genere, eppure per molto tempo – e in parte anche oggi – il romance è stato considerato un territorio esclusivamente femminile, come se gli uomini non conoscessero gli effetti collaterali dell’amore.

I romanzi di Enrico nascono dalla fusione di due sue passioni: la scrittura e le Dolomiti. Infatti, ama la montagna e le sue storie sono tutte ambientate tra Moena e la Val di Fassa, i suoi posti del cuore.

Quasi sicuramente nel 2027 il Festival del Romance si terrà ancora a Milano, ma in questo momento gli organizzatori sono concentrati sul Salone del Libro. Anche quest’anno continua la collaborazione con l’area dedicata al self publishing: Ottelli porterà a Torino 24 super autrici indie.

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