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Ultimo aggiornamento: 10:30

Bersani a La7: “Meloni e i suoi, invece di inventarsi costituenti, si inchinassero davanti alla Costituzione”

"Questo referendum è stato un appuntamento chiaro col potere. Gli italiani si sono chiesti dove li stanno portando Meloni e i suoi". Il commento dell'ex leader del Pd
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Invece di inventarsi costituenti, si inchinassero davanti alla Costituzione. Andassero una volta tanto a omaggiare il 25 aprile“. Pier Luigi Bersani non usa mezze misure a Otto e mezzo, su La7 e attacca frontalmente Giorgia Meloni dopo la netta vittoria del No al referendum sulla giustizia.

Per l’ex segretario Pd la sconfitta della riforma Nordio non è un incidente di percorso, ma un segnale politico profondo che la premier farebbe bene a non sottovalutare: “Ho sentito nell’aria che la Meloni si è adeguata a Forza Italia per la riforma Nordio. Veramente Forza Italia ci ha messo il romanticismo della rivincita berlusconiana, ma la sostanza ce l’ha messa la Meloni. Questo referendum sulla giustizia – continua – è stato un appuntamento ben chiaro col potere. E gli italiani si sono posti una domanda: ma dove ci portano questi qui a proposito di Costituzione, di regole, di gestione del potere, di pace e di guerra, di economia. Questa è la novità di questa cosa”.

Secondo l’ex ministro, il voto del No va ben oltre la riforma della giustizia: “Il popolo apprezza anche la dignità, se lo ricordi la Meloni. Non c’è da stupirsi che gli italiani abbiano questo istinto di difendere la Costituzione. È una regola familiare”.
Bersani ricorda che la Carta fondamentale non è percepita dagli italiani come un ostacolo del passato, ma come un orizzonte ancora da raggiungere: “C’è stata la resistenza delle forze politiche che l’hanno interpretata. Giorgia Meloni e i suoi non si sentono mani e piedi dentro quel quadro costituzionale per ragioni storiche. Questo è un problemino. La loro idea era questa: una volta che tu vinci col Sì, poi fai il premierato, e sei diventato costituente anche tu. Però non ce la fanno, perché l’Italia questa cosa non l’accetta: sente ancora la Costituzione davanti, da raggiungere. Non la sente alle spalle”.

L’ex leader Pd insiste sul valore prescrittivo della Costituzione, che va ben oltre le regole formali: “La Costituzione promette non solo regole, ma emancipazione e diritti. L’amianto, chi l’ha tirato fuori? I magistrati. I bassi salari dei rider, chi l’hanno tirato fuori? Gli stipendi bassi chi l’hanno tirato fuori? Non lo tira fuori il governo. La Costituzione dice in modo prescrittivo che il salario deve essere dignitoso, perbacco. E il magistrato interviene. Questa è la Costituzione. E agli italiani non dispiace questa Costituzione”.
Bersani conclude con un invito diretto al centrodestra: “Se ne rendano conto: invece di inventarsi costituenti, si inchinassero davanti alla Costituzione. Andassero una volta tanto a omaggiare il 25 aprile. Ci andò anche Berlusconi. Ci andassero una volta. E cominciamo a chiuderla lì, perché il paese non ci guadagna con queste spaccature micidiali”.

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A cura di Paolo Frosina
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