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Il referendum ribalta un altro stereotipo: il Sì avanti nelle Ztl e nei quartieri ricchi delle grandi città

Non solo il grande contributo dei giovani per la vittoria del No. I risultati evidenziano un'altra particolarità: le zone centrali delle metropoli votano come i partiti di governo
Il referendum ribalta un altro stereotipo: il Sì avanti nelle Ztl e nei quartieri ricchi delle grandi città
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Non solo il trionfo del No è stato trascinato da giovani e studenti. Il referendum sulla giustizia segna il ribaltamento anche di un altro stereotipo italiano. Le Ztl delle grandi città sono schierate per il . Dalla lettura dei risultati sezione per sezione, infatti, viene fuori un quadro abbastanza evidente. In tutti i capoluoghi di regione vince il No, anche in quelli amministrati dal centrodestra o nelle tre regioni (Lombardia, Veneto e Friuli Venezia-Giulia) dove i favorevoli alla riforma hanno superato i contrari. Nonostante questo, però, nei quartieri più ricchi della città sono i Sì a prevalere.

Un elemento che accomuna quasi tutte le metropoli italiane. E che è anche visivamente percepibile nelle mappe elaborate da Gabriele Pinto, economista e data scientist, sovrapponendo i dati del Viminale sui seggi elettorali alla geografia delle principali città italiane : il blu rappresenta il vantaggio del Sì, mentre le gradazioni di viola il vantaggio del No fino all’arancione e il giallo, con i contrari sopra il 60%.

Nella Capitale, ad esempio, il centro storico e la zona dei palazzi della politica segnano un vantaggio dei Sì, così come ai Parioli. Negli altri rioni di Roma e nelle periferie è invece il No a passare in vantaggio, con percentuali anche molto elevate. E i confini stradali o fisici, come il Tevere, segnano un punto di passaggio, un confine tra il vantaggio del Sì e quello del No. Stesso discorso per Milano. Qui addirittura è geometricamente racchiusa nella prima cerchia, quella del centro storico e dell’Area C, la zona dove gli elettori si sono espressi in maggioranza a favore della riforma. Gli altri quartieri e le periferie però spingono il No che, in totale, nell’intera città supera così il 58%.

Simile è ciò che avviene a Torino. Il Sì è in vantaggio nelle sezioni della centralissima piazza San Carlo e nel quartiere di Crocetta, celebre per i suoi edifici in stile Liberty. Anche a Genova i favorevoli alla riforma della giustizia si concentrano nelle zone più ricche, come nell’elegante quartiere residenziale di Albaro. Questa volta, pertanto, sono le Ztl ad andare in soccorso del governo di Giorgia Meloni per confermare la riforma della separazione delle carriere, senza però raggiungere l’obiettivo.

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A cura di Paolo Frosina
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