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Aumentano del 47% i giornalisti minacciati. Il dossier di ‘Ossigeno per l’Informazione’: “Il 2025 anno nero con uno spiraglio di luce”

Nell’ultimo anno sono stati 759 i cronisti colpiti da persone, politici o istituzioni che hanno provato a impedire o condizionare il loro lavoro
Aumentano del 47% i giornalisti minacciati. Il dossier di ‘Ossigeno per l’Informazione’: “Il 2025 anno nero con uno spiraglio di luce”
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C’è un’industria che in Italia è cresciuta del 47%, ma c’è poco da essere orgogliosi. E’ la fabbrica che produce giornalisti minacciati, intimiditi, aggrediti fisicamente o attraverso atti giudiziari strumentali e infondati, con lo scopo di spezzare le loro penne e isolarli dal loro contesto professionale e sociale. Nell’ultimo anno sono 759 i cronisti colpiti da persone, politici o istituzioni che hanno provato a impedire o condizionare il loro lavoro. Nel 2024 erano “solo” 516. Ed anche nell’ultimo anno abbiamo ribadito un primato: quello del paese europeo con più giornalisti minacciati, con più giornalisti sotto scorta e protetti dalle forze dell’ordine con altre forme di tutela.

Sono i dati sfornati dal Rapporto 2025 sulla libertà di stampa in Italia, realizzato dall’Osservatorio Ossigeno per l’informazione. Ci hanno lavorato il presidente dell’associazione, Alberto Spampinato, e le colleghe Laura Turriziani e Grazia Pia Attolini. Hanno messo in rete e collazionato segnalazioni provenienti dal tutto il paese, per sintetizzarli in un dossier presentato oggi alla Casa del Jazz, bene confiscato alla mafia romana e sede dell’associazione, nel corso del convegno “Ottomila giornalisti minacciati naufraghi dell’informazione: come aiutarli?”, promosso da Ossigeno in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti del Lazio. Riguardano casi di tutti i tipi: dai direttori di importanti e potenti testate nazionali, passando per i redattori in prima linea di trasmissioni tv, fino a sconosciuti cronisti di territori periferici.

I DATI

La percentuale delle minacce e intimidazioni che fanno uso della violenza è rimasta molto alta (77%) con punte che in alcune regioni hanno superato il 90%. Le aggressioni sono aumentate del 7%, i danneggiamenti sono cresciuti del 19%, mentre gli avvertimenti sono diminuiti del 17%. Significa che gli episodi in cui si è fatto esplicito uso della violenza sono aumentati del 26% rispetto a quelli in cui la violenza è stata solo minacciata. Non è un lieve cambiamento, senza contare che nel 2024 questi episodi erano già aumentati del +23% . Il 2025 è stato caratterizzato anche da una forte crescita (da 60 a 81, pari a +38%) degli episodi di intimidazione collettiva (cioè contro gruppi di giornalisti o di intere redazioni).

Le azioni legali a scopo intimidatorio configurabili come SLAPPs (querele pretestuose, cause civili per risarcimento da diffamazione, diffide, eccetera) documentate pubblicamente e in dettaglio sono state 57 (+67%) e hanno colpito 117 giornalisti (+105%). Nel 2024 erano stati rilevati 34 episodi a danno di 57 giornalisti. Il 2025 è stato caratterizzato anche da una forte crescita (da 60 a 81, pari a +38%) degli episodi di intimidazione collettiva (cioè contro gruppi di giornalisti o di intere redazioni). Sono comparsi anche episodi inediti di sorveglianza elettronica e di spionaggio illecito di giornalisti investigativi, con l’impiego di software molto invasivi.

Le intimidazioni e le minacce hanno continuato a colpire tutto il Paese, ma Piemonte, Lombardia e Lazio sono risultati i territori con più giornalisti minacciati. In queste tre regioni Ossigeno ha rilevato la metà di tutte le minacce e ha documentato gli episodi più gravi e rilevanti nel 2025. Il Piemonte è passato da zero giornalisti minacciati nel 2023 a 148 nel 2025; la Lombardia da 13 di due anni fa a 122 dello scorso anno. Il Lazio, che ha conosciuto un live calo nel 2024, nonostante nel 2025 sia scesa al terzo posto per numero di vittime, resta la regione dove dal 2012 si concentra la percentuale più alta di operatori/trici dell’informazione.

UN ANNO NERO

“Fin dai primi mesi del 2025 ci sono stati attacchi gravissimi contro i giornalisti, ma non è stata adottata nessuna contromisura”, commenta Alberto Spampinato presidente di Ossigeno. Nonostante l’anno nero, però, “uno spiraglio di luce è apparso quando l’Ordine nazionale dei Giornalisti, con una iniziativa politica che non ha precedenti, ha lanciato l’allarme rosso sull’escalation di minacce e intimidazioni ai giornalisti che era in atto”.

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