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Referendum, Fazzolari agita spauracchi dopo la vittoria del No: “I magistrati saranno ancora più invasivi”

Il braccio destro della premier Meloni: "L'effetto è di legittimare un'azione della magistratura su una serie di temi che per gli italiani oggi sono dirimenti"
Referendum, Fazzolari agita spauracchi dopo la vittoria del No: “I magistrati saranno ancora più invasivi”
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L’effetto della vittoria del No “è quello di legittimare un’azione della magistratura su una serie di temi che per gli italiani oggi sono dirimenti: noi vediamo che l’azione del governo spesso viene rallentata sul fronte di immigrazione e sicurezza da decisioni che la magistratura non condivide e che potrebbero essere rafforzate in futuro. Questa è una delle principali preoccupazioni”. Giovanbattista Fazzolari, senatore di Fratelli d’Italia e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, agita lo spauracchio una magistratura ormai incontrollabile dopo la vittoria del No al referendum. “Gli italiani chiedono a questo governo, ma chiederebbero a qualsiasi governo, maggior controllo dell’immigrazione illegale e di essere maggiormente incisivi in termini di sicurezza. Finora su questi due argomenti abbiamo visto che molte delle norme attuate vengono poi indebolite da decisioni prese dalla magistratura: all’esito del referendum la preoccupazione è che questa azione potrebbe diventare ancora più invasiva“, dice all’Ansa il braccio destro della premier Giorgia Meloni.

Fazzolari nega preoccupazioni sul consenso elettorale da parte del governo: “Noi siamo molto sereni perché il nostro orizzonte non sono le prossime elezioni politiche, che ci interessano il giusto, ma rispettare gli impegni presi in questa legislatura, non faremo delle scelte volte a massimizzare il consenso di qui alle politiche, l’azione sarà quella di chiudere la legislatura con il grande merito di dire “abbiamo rispettato gli impegni“, e poi gli italiani giudicheranno. C’è ancora più determinazione a completare il programma. Il nostro auspicio”, afferma, “è fare una grande rivoluzione culturale in Italia che finora non si è mai riusciti a fare” e cioè “portare a termine gli impegni presi con il programma di governo. Ci siamo presentati alle elezioni con determinati punti programmatici, l’ambizione è quella di finire la legislatura avendo portato a termine il programma”.

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A cura di Paolo Frosina
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