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Ultimo aggiornamento: 15:46

Mancata gara, aumento dei costi e questione ambientale: il Ponte sullo Stretto al centro di Presa Diretta Open. L’anticipazione

Il nuovo appuntamento con PresaDiretta dedicato al Ponte e all'impatto dell'intelligenza artificiale sul mondo del lavoro
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Il Ponte sullo Stretto di Messina, tra questione ambientale, mancata gara, aumento dei costi: questo il tema in apertura della nuova puntata di “PresaDiretta Open”, in onda domenica 22 marzo, alle 20.30, su Rai 3. Dopo la delibera della Corte dei conti e il nuovo decreto del governo Meloni, il racconto tra gli abitanti di Messina che rischiano l’esproprio delle abitazioni, i comitati che si oppongono a un’infrastruttura da oltre 13 miliardi di euro e quelli che la vogliono a tutti i costi. Viaggio nella città col più alto tasso di spopolamento in Europa e dove solo un cittadino su tre riceve l’acqua 24 ore al giorno. Il ponte, secondo uno studio di Unioncamere Sicilia, avrà un impatto sul Pil di oltre 23 miliardi, col paradosso che a beneficiarne saranno Lombardia, Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna. In studio, Riccardo Iacona ne discuterà con Peter Gomez direttore del Fattoquotidiano.it.
A seguire, la puntata di “Presa diretta” si occuperà di “Rivoluzione Artificiale”, con un reportage dentro la più grande trasformazione tecnologica del nostro tempo. Il programma partirà dalla Cina per raccontare come un intero Paese stia trasformando l’intelligenza artificiale nella propria infrastruttura produttiva. Dal piano governativo “AI Plus” – 200 miliardi di dollari investiti a partire dalle scuole primarie – ai laboratori di robotica di Pechino e Suzhou, dove robot umanoidi imparano a camminare, lavorare e prendersi cura degli anziani. Dodicenni che programmano rover spaziali, fabbriche che girano al buio senza operai: una corsa globale che non riguarda solo la Cina, ma il futuro del lavoro nel mondo intero. Ma c’è anche un costo nascosto dell’intelligenza artificiale: nell’hinterland milanese i datacenter avanzano sui terreni agricoli del Parco Agricolo Sud, divorando acqua ed energia, senza una legge nazionale che li regolamenti e senza che nessuno abbia risposto alla domanda più scomoda: questi impianti servono davvero all’Italia, o solo alle grandi aziende digitali straniere? E poi l’attenzione su chi lavora nell’ombra: traduttori, grafici, laureati che guadagnano 12-13 euro l’ora addestrando la stessa IA che li ha rimpiazzati o che lo farà presto. L’ultima frontiera si chiama “IA Agentica”: agenti software invisibili che svolgono compiti aziendali – dalle note spese ai contratti legali – interfacciandosi via WhatsApp come fossero colleghi. All’Aquila, dove i call center sono il principale datore di lavoro, per il 60-70% donne, l’automazione è già entrata in silenzio. Una rivoluzione che rischia di colpire soprattutto chi ha meno strumenti per reinventarsi: i lavori più a rischio sono storicamente quelli svolti dalle donne. Cosa succederà alle decine di migliaia di persone che fanno lavori ripetitivi e non possono semplicemente “reinventarsi”?
“Rivoluzione artificiale” è un racconto di Riccardo Iacona e Maria Cristina De Ritis con Marcello Brecciaroli, Marco Della Monica, Irene Fornari, Luigi Mastropaolo, Teresa Paoli, Paola Vecchia, Emilia Zazza, Fabio Colazzo, Riccardo Cremona, Massimiliano Torchia.

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