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È morto Paolo Cirino Pomicino, l’ex parlamentare della Dc e ministro dei governi Andreotti aveva 87 anni

Tra i 42 processi subiti, Pomicino fu assolto in 40, condannato a 1 anno e 8 mesi per la tangente Enimont e incassò un patteggiammento a 2 mesi per fondi neri Eni, scontando solo 17 giorni a Poggioreale
È morto Paolo Cirino Pomicino, l’ex parlamentare della Dc e ministro dei governi Andreotti aveva 87 anni
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Si è spento all’età di 87 anni Paolo Cirino Pomicino, ex parlamentare della Dc e ministro dei governi Andreotti. Il politico è morto nel pomeriggio, era ricoverato da qualche giorno. Nato a Napoli nel 1939, Pomicino si era laureato in Medicina e specializzato in Neurologia. Ma più che medico è stato uno dei protagonisti della politica italiana della seconda metà del Novecento e dei primi decenni del nuovo millennio. Esponente di primo piano della Democrazia Cristiana, ha fatto parte della direzione e del consiglio nazionale del partito, costruendo una carriera politica che lo ha visto protagonista a livello locale, nazionale ed europeo. Figura di grande rilievo e spesso controversa, Paolo Cirino Pomicino ha attraversato le trasformazioni politiche dell’Italia repubblicana.

La sua carriera politica iniziò negli anni ’70: consigliere e assessore del Comune di Napoli tra il 1970 e il 1979, fu eletto alla Camera dei deputati nel 1976, riconfermato nel 1979, 1983, 1987 e 1992 con la Democrazia Cristiana. Divenne noto soprattutto come presidente della Commissione Bilancio, dove guadagnò la fama di uomo intraprendente e disponibile, ricordando con ironia di non negare un “obolo a nessuno”, definendoli “vol-au-vent”, omaggio al principio che “il governo è di tutti”. Conosceva ogni angolo della politica romana e napoletana, diventando punto di riferimento dei poteri forti, ma il suo percorso incontrò Tangentopoli.

Tra i 42 processi subiti, Pomicino fu assolto in 40, condannato a 1 anno e 8 mesi per la tangente Enimont e incassò un patteggiammento a 2 mesi per fondi neri Eni, scontando solo 17 giorni a Poggioreale, poi domiciliato per problemi cardiaci. Sempre ironico, commentò: “Le tangenti? La corruzione? Sono stati il prezzo pagato per la stabilizzazione del Paese”.

Dopo la buriana giudiziaria, iniziò una seconda vita politica. Inizialmente vicino a Clemente Mastella, poi a Silvio Berlusconi, scrivendo con lo pseudonimo Geronimo per Il Giornale e Libero. Nel 2004 approdò al Parlamento europeo, pur preferendo vivere a Roma, e nel 2006 tornò alla Camera con la DC dell’amico Gianfranco Rotondi, transitando poi al centro. Tra il 2008 e il 2011 fu presidente del Comitato tecnico-scientifico per il controllo strategico nelle amministrazioni dello Stato, incarico a Palazzo Chigi al fianco di Berlusconi.

Figura elegante e mondana, Pomicino fu protagonista di episodi memorabili: la sua villa sull’Appia Antica, il maxi party per le nozze della figlia con ospiti come Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi, l’incontro con Carlo De Benedetti nel 1991 e il ruolo strategico nelle elezioni presidenziali del 1992. La sua vita privata fu segnata da passione e resilienza: sopravvissuto a tre infarti, quattro bypass a 45 anni, altri due a 57 e un trapianto cardiaco nel 2007, raccontò l’odissea medica con ironia, fotografando il suo vecchio cuore e commentando: “Gli altri si fanno il lifting, io mi cambio gli organi…”. Amante della vita, superstizioso, partenopeo doc, Pomicino incarnava uno stile politico ormai appartenente al passato: rapporti personali diretti, trattative correntizie, furbizia dorotea e sarcasmo lapidario. Esperto di potere e relazioni, riusciva a intrecciare politica, affari e giornalismo, rimanendo sempre protagonista dei cambiamenti della Repubblica italiana.

Le reazioni

“Con Paolo Cirino Pomicino se ne va una delle personalità più raffinate della Prima Repubblica e una delle menti più interessanti e anticonformiste di questa lunga stagione di transizione politica. Le mie condoglianze a tutti coloro che gli hanno voluto bene” commenta Matteo Renzi.

“C’eravamo abituati a ritenere che Paolo fosse indistruttibile. Passando da un trapianto di cuore a un altro, la sua voglia di vivere e la sua passione per la politica avevano sempre vinto contro ogni debolezza del suo fisico. È stato un democratico cristiano di rito andreottiano, parlamentare appassionato e competente, ministro di rara intelligenza. È stato presente nel Parlamento nazionale anche nella cosiddetta Seconda Repubblica, segno di un entusiasmo e di un impegno mai venuti meno. Ci mancherà Paolo Cirino Pomicino, uno degli ultimi interpreti della Democrazia cristiana che oggi ci ha lasciato” dichiara Pier Ferdinando Casini.

Protagonista indomito, prima della scena politica poi come opinionista, Paolo Cirino Pomicino ha incrociato la vita di schiere di politici, giornalisti e imprenditori, ai quali ha sempre proposto interpretazioni, strategie e soluzioni. Spesso bersaglio di critiche e accuse anche severe, ha difeso con orgoglio il suo operato e analizzato con realismo le fasi politiche con i loro pregi e i loro difetti. Lo ricordo con simpatia, pur non avendo condiviso molte delle sue valutazioni, anche nelle ultime settimane. Ma in lui ho sempre trovato un interlocutore intelligente, ben più colto dei suoi detrattori” dichiara il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri.

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