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Ultimo aggiornamento: 9:54

Referendum, Michele Riondino agli elettori di destra: “La riforma Nordio serve solo a dare potere alla politica, non a te che fai parte del popolo”

L'attore smonta la riforma della giustizia e chiama in causa direttamente i fan di Giorgia Meloni
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Io chiedo a te, elettore della Meloni, elettore di Salvini, elettore di Forza Italia: ma davvero dareste in mano anche questo potere alla politica?“. Dal palco del Teatro Italia di Roma, durante la maratona “La Costituzione è nostra”, l’attore e regista Michele Riondino si rivolge direttamente agli elettori di centrodestra per chiedere il No al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo.

L’attore cita il ministro della Giustizia: “A detta di Nordio, questa riforma servirà in futuro anche alla sinistra qualora un giorno dovesse andare al governo. Chi controlla la magistratura? Secondo Nordio, non la controlla nessuno e quindi c’è bisogno di un governo che possa controllare la magistratura, che dovrebbe essere indipendente. Io, che sono potenzialmente un elettore di sinistra, non affiderei mai a un governo di sinistra questa cosa, figuriamoci alla destra”.
Poi la domanda secca: “In che cosa noi cittadini dovremmo beneficiare da questa riforma? Le carriere dei giudici e dei pm sarebbero separate. Cambia qualcosa a te, elettore di destra? No. Fondamentalmente al popolo a che serve questa riforma? Velocizza i tempi dei processi? No. Lo ha detto la Bongiorno, lo ha detto Nordio, lo ha sostenuto la Meloni. Persino quelli del suo governo e del suo partito le hanno dato dell’ignorante”.

Riondino ricorda che la vera posta in gioco è il controllo politico sulla magistratura: “È semplicemente un modo per modificare la Costituzione, così la magistratura può avere meno indipendenza e quindi la politica può impedire alla magistratura di aprire fascicoli di indagini che riguardano non te, elettore di destra, che fai parte del popolo, non me, ma che riguarda solo loro. E davvero tu affideresti alla politica un ulteriore potere? Io a un governo di sinistra non lo permetterei. Voterei No anche se fosse la sinistra a proporre questa riforma”.
L’attore chiude con una sfida diretta: “Io voterò No da potenziale elettore di sinistra. Ma io vorrei capire tu perché voterai Sì”.

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A cura di Paolo Frosina
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