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Ultimo aggiornamento: 15:29

“La politica vuole l’impunità. Salviamo la Costituzione”: cittadini e artisti dicono il loro “No” al referendum – Le voci dalla serata del Fatto al teatro Italia di Roma

Le parole della comunità dei lettori del Fatto Quotidiano, raccolte nel corso della serata evento "La Costituzione è NOstra"
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“Votiamo No al referendum costituzionale sulla riforma Nordio del 22 e 23 marzo perché questa legge è una truffa. Cambiare sette articoli della Carta con la giustificazione che si devono separare le carriere è chiaro che ci sia qualcosa che non torna”. E ancora: “Bisogna salvare l’indipendenza e l’autonomia della magistratura, sempre più vilipesa dai nostri politici. Sono loro la casta, non i giudici. È l’impunità che vuole la politica a preoccuparmi”. Sono queste alcune delle voci della comunità dei lettori del Fatto Quotidiano, raccolte nel corso della serata evento “La Costituzione è NOstra“, organizzata al Teatro Italia a Roma, alla quale hanno partecipato giornalisti, intellettuali e artisti schierati per il NO.

“Dobbiamo evitare che la magistratura possa essere soggetta al potere politico. Il sorteggio immaginato per i laici non lo trovo corretto”, c’è chi rilancia. Altri si scagliano contro la propaganda del governo Meloni sulla riforma: “Hanno citato di tutto, da Garlasco alla famiglia nel bosco, poi si sono contraddetti e smentiti. Mi sembra che il No sia il voto più logico”. E ancora: “Vado a votare contro la riforma e contro le loro bugie. I cittadini non possono essere trattati come persone che non capiscono, come pecore. Hanno detto che se vincerà il No saranno liberati stupratori e delinquenti, trovo tutto questo vergognoso”, sottolinea un’altra lettrice. Altri sono indignati per i toni della campagna referendaria: “Sono stati violenti, hanno screditato la magistratura. Questo è quello che mi preoccupa di più”.

E al Teatro Italia era presente anche chi aveva già partecipato alle iniziative del Fatto contro la riforma costituzionale del governo Renzi, poi bocciata alle urne: “Anche dieci anni fa ero qui per dire No, ora spero che anche questa volta la Costituzione venga salvata”.

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A cura di Paolo Frosina
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