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Toyota C-HR+, la prova de Il Fatto.it – L’elettrone versatile che convince – FOTO

Il primo modello “di volumi” elettrico di Toyota punta su autonomia, prestazioni e versatilità. Fino a 607 km dichiarati, ricarica rapida e guida brillante
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“Più di un elettrico. Un elettrico Toyota”, dice Christian Mohorovicich, responsabile del marketing della filiale nazionale del colosso nipponico. “Per noi – insiste – la C-HR+ sarà il primo modello di volumi”. Gli ordini sono aperti da mesi, ma il fine settimana di lancio è in programma in maggio: l’obiettivo per l’anno in corso è quello di commercializzarne 2.000 esemplari, il doppio sui dodici mesi. Il costruttore è ancora “cauto” sulle stime e, del resto, non ha grandi preoccupazioni circa il rispetto degli obiettivi di riduzione a livello comunitario perché con le opzioni ibride continua a ridurre le emissioni.

La variante “+” del popolare Suv ad alimentazione convenzionale già venduto in un milione di esemplari nel Vecchio Continente è un veicolo particolarmente versatile: offre due trazioni, anteriore o integrale, due tagli di batteria, quasi 58 e 77 kWh, e tre potenze, 167, 224 e 343 Cv.

Di più: pur essendo chiaramente identificabile esteticamente con il modello con il quale condivide il nome, se ne differenzia per le proporzioni perché guadagna 11 centimetri in lunghezza e 17 nel passo, rispettivamente 4,53 e 2,75 metri. Le linee sono meno spigolose, con un’aerodinamica ottimizzata. E con l’architettura eTNGA sono stati impiegati gli eAxle con la batteria montata sotto il pianale che contribuisce a ridurre di 6,5 centimetri il baricentro dell’auto, che ne vanta comunque 18,5 di altezza da terra.

Nel complesso l’abitacolo è più spazioso e il vano bagagli ha una capacità che parte da 416 litri. In base alla motorizzazione e alle dimensioni dell’accumulatore, la percorrenza oscilla tra i 458 e i 607 chilometri di autonomia (due ruote motrici, cerchi da 18”, batteria da 77 kWh e unità da 224 Cv) con consumi dichiarati compresi fra i 13,4 e i 14,4 kWh/100 km, per la verità non proprio vicinissimi ai 19 contabilizzati dopo quasi 150 sulle strade portoghesi dell’Algarve. E a parte qualche fruscio di troppo sopra i cento orari, la Toyota C-HR+ è un modello completo, ben riuscito, equilibrato e anche divertente su strada.

Nella variante provata, quella a trazione integrale, l’accelerazione mette quasi i brividi, considerando che si tratta di un’auto di segmento C: da 0 a 100 all’ora in appena 5,2”. In curva è piacevolmente composta e rassicurante. Il conducente dispone anche delle leve al volante per amministrare i quattro livelli di rigenerazione dell’energia.

Il grande sforzo di Toyota è tuttavia quello di sfatare i luoghi comuni che rendono molti automobilisti scettici rispetto all’elettrico. Non solo con l’autonomia, ma anche possibilità di fare rifornimento quasi ovunque e pure in fretta: il caricatore rapido da 150 kW è di serie e assicura un “pieno” tra il 10 e l’80% in 28 minuti. E poi c’è la garanzia di un milione di chilometri con una capacità del 70% fino al decimo anno. Toyota “assicura” se stessa, perché l’accumulatore viene fornito da una joint venture con Panasonic della quale controlla il 51%. Con la soluzione italiana di WeToyota (ex WeHybrid) chi guida consumando meno energia beneficia anche di un sistema premiante che può arrivare a valere anche 400 euro l’anno, trasferibili su assicurazione, manutenzione e altro ancora.

Il listino è compreso tra i 40.800 e i 49.000 euro, ma in caso di permuta la promozione di Toyota consente ai clienti di acquistare l’entry level a poco meno di 37.000. In aggiunta c’è il bonus per la wallbox e per la sua installazione, equivalente ad altri 1.700 euro. Le elettriche si vendono anche così.

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