Watch Gt Runner 2: come va il nuovo smartwatch di Huawei pensato per correre – la recensione
Partiamo da cosa Huawei Gt Runner 2 non è: non è uno smartwatch da esposizione, non è un contenitore di app più o meno serie, non è un oggetto da indossare per prestigio o per pura estetica. Si avvicina a tutte queste cose – è gradevole, è versatile, è personalizzabile – ma nessuna di queste è la sua ragion d’essere. Complice anche la messa al bando del marchio cinese decisa ormai anni fa per invocate ragioni di privacy – o geopolitiche, a seconda di come le si voglia osservare – il Gt Runner 2 non è certamente l’oggetto migliore per creare una ulteriore protesi/clone del vostro smartphone direttamente nel polso, soprattutto se il vostro telefono è un iPhone e, in misura minore, un Android. Gt Runner 2 è, al contrario, e lo sa essere molto bene, uno smartwatch di sostanza che ruota tutta attorno alla sua affidabilità come compagno di allenamento: che sia una corsa, una uscita in montagna o una maratona (abbiamo provato la funzione, non la maratona…). Due infatti sono le principali qualità che la casa madre invoca alla base del progetto: la precisione del segnale Gps e la durata della batteria.
La prima è ottenuta attraverso la particolare struttura della ghiera in titanio che sovrasta lo schermo in Kunlun Glass di seconda generazione, unita al corpo del dispositivo (43,5 grammi, cinturino incluso) che promette di ottenere una architettura 3D avanzata per “la maggiore accuratezza di sempre nel posizionamento”, e in ogni caso 3,5 volte superiore rispetto alla generazione precedente, con posizionamento dual band attraverso Gps, Glonass, Galileo, Beidou e Qzss. La struttura tecnica, insieme all’algoritmo che ricostruisce i punti “ciechi”, promette precisione superiore rispetto ai competitor dichiarati: Garmin 970 – dal prezzo decisamente più alto – e Coros Pace Pro. Con i suoi 399 euro di listino, il Gt Runner 2 punta quindi a rubare pezzi di mercato a marchi da sempre più orientati allo sport che ai wearable in generale. Ci riuscirà?
Di certo il funzionamento del Gt Runner 2 è pregevole sotto diversi aspetti. La precisione della localizzazione e dei vari contatori garantiti da gps e accelerometri è stata testata su percorsi di trekking importati da Komoot – la cui sincronizzazione non sempre è agevole, vedi sotto alla voce difetti – offrendo sempre risposte coerenti e precise. Belle e facilmente interpretabili le modalità di allenamento e le schermate durante i percorsi, grazie anche a tutta la corrispondenza con la suite Health che monitora una infinità di parametri. Perfettamente leggibile in ogni condizione il display Amoled da 1,32″.
Unico neo in un funzionamento altrimenti seamless, una certa “stolidità” a riconoscere le deviazioni: quando ci si allontana dalla rotta il dispositivo traccia correttamente la distanza dal percorso prescelto (utilissimo per ritrovare la via). Ma impazzisce se, in un percorso A-B-(C)-A, invece di una piccola deviazione si opta per il taglio del waypoint e poi si torna sulla retta via, tanto da “decidere” di azzerare il countdown alla meta e segnalare ogni metro percorso come metro in più ancora da fare. Nerditudine a parte, molto piacevole la funzione che riconosce in automatico l’inizio di un allenamento, e molto apprezzata la batteria da 550 mAh: non garantisce davvero i 14 giorni esibiti dalla brochure per la stampa con un uso light (32 ore in modalità marathon), ma arriva tranquillamente oltre la settimana mettendoci nel mezzo un paio di sessioni da 4-5 ore con gps a pieno regime. Niente male.
Se nell’oggetto è difficile trovare qualcosa da ridire, le note dolenti arrivano (un po’ ce lo aspettavamo) dalla app di gestione. Da un lato la scarsa disponibilità di applicazioni di terze parti e la ridotta comunicazione con i brand più noti è una condizione accettabile ma comunque fastidiosa. Manca tout-court ad esempio la possibilità di interagire con Spotify (ma si può caricare direttamente la musica sull’orologio) e per chi non ha voglia di mettere sempre mano al telefono è necessario comunque duplicare servizi tipo il wallet. Ma anche accettando tutto questo come un segno nefasto dei tempi e non come deficit, l’applicazione resta comunque il neo maggiore dell’esperienza. Non tanto graficamente (si potrebbe comunque migliorare la sensazione 1.0 che trasmette) quanto per l’affollamento di funzioni, autorizzazioni, rimandi e sottomenu non sempre facile da rintracciare in un layout in cui profilo Huawei e dispositivo spesso impongono una duplicazione di scelte, mentre funzioni locali e shop si mescolano spesso e volentieri. Il caso di Komoot è uno dei tanti, ma è evidente: i percorsi dell’utente e le mappe offline si trovano in due aree distinte della applicazione e per arrivarci serve un po’ di sangue freddo. In questo quadro un po’ confuso spiccano le dashboard di Health: chiari, riconoscibili e ben sincronizzate con le app del telefono (nel nostro caso un iPhone). Un “cerca”, però, sarebbe gradito.
Huawei Gt Runner 2
– Prezzo: 399 euro (due cinturini e cavo per ricarica wireless in dotazione)
– Peso: 43,5 grammi (34,5 la cassa)
– Display Amoled da 1,32″ con luminosità fino a 3000 nit
– Suite sensori TruSense: cardio continuo, HRV, SpO₂, ECG e rilevamento aritmie
– Disponibile in tre colori: dawn orange, dusk blue, midnight black






