Bolivia, benzina difettosa danneggia migliaia di auto e accende le proteste
In Bolivia esplode il caso della benzina “difettosa”. Oltre diecimila veicoli sarebbero stati danneggiati da carburante di scarsa qualità, dando il via a una valanga di richieste di risarcimento e a un nuovo fronte di tensione sociale in un Paese già alle prese con una crisi energetica ed economica.
Secondo quanto riferito dalla compagnia statale degli idrocarburi Ypfb, sono almeno 10.800 le segnalazioni raccolte in poche settimane attraverso il sistema ufficiale di registrazione dei danni. I primi indennizzi sono già stati avviati e riguardano oltre 2.600 utenti, ma il numero complessivo dei casi continua a crescere, segno di un problema diffuso e tutt’altro che risolto.
All’origine dei guasti ci sarebbe la presenza di residui di ossidazione nei serbatoi di stoccaggio, finiti poi nella benzina distribuita ai consumatori. Una contaminazione che avrebbe provocato danni ai motori, costringendo migliaia di automobilisti e lavoratori del trasporto a sostenere spese impreviste per riparazioni spesso costose.
Il caso ha rapidamente assunto una dimensione politica. Il governo del presidente Rodrigo Paz (nella foto), in carica da pochi mesi, si trova a gestire una situazione delicata: da un lato la necessità di garantire rifornimenti in un contesto di scarsità di carburante, dall’altro il malcontento crescente di cittadini e categorie produttive. Negli ultimi mesi, infatti, l’esecutivo ha eliminato i sussidi ai carburanti in vigore da oltre vent’anni, una scelta che ha contribuito all’aumento dei prezzi e a tensioni diffuse.
Non è la prima volta che la qualità del carburante finisce sotto accusa. Già a febbraio proteste e blocchi stradali avevano paralizzato la regione di Santa Cruz, con i lavoratori del settore trasporti che denunciavano danni a motocicli e veicoli attribuiti a benzina contaminata. Oggi quella protesta sembra trovare conferma nei numeri ufficiali.
Per molti boliviani il problema va oltre il singolo episodio. La vicenda mette in luce le fragilità strutturali del sistema energetico nazionale, tra difficoltà di approvvigionamento, infrastrutture carenti e gestione sotto pressione. In un Paese dove il trasporto su strada è fondamentale per l’economia quotidiana, anche un’anomalia nella qualità del carburante può trasformarsi rapidamente in una crisi sociale.
Le autorità hanno promesso controlli più rigorosi e un’accelerazione nei rimborsi, ma la fiducia dei cittadini resta scossa. E mentre i risarcimenti iniziano ad arrivare, la vera sfida per il governo sarà evitare che un problema tecnico si trasformi in un detonatore politico.