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Referendum, il diritto è sotto attacco anche nel nostro Paese: così si può essere partigiani oggi

Con la caduta della separazione dei poteri, noi avremo un diritto che non avrà più nulla a che fare con la giustizia
Referendum, il diritto è sotto attacco anche nel nostro Paese: così si può essere partigiani oggi
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Il diritto è sotto attacco nel mondo e anche nel nostro Paese. Prevale sempre di più nello scenario internazionale la legge del più forte, sembra drammaticamente di essere ripiombati in epoche che pensavamo la storia ci avesse consegnato alla storia.

Capi di governo e di stato di nazioni potenti che aggrediscono popoli e nazioni solo per interessi politici ed economici provocando una enormità di morti e devastazioni terrificanti. Governanti che commettono genocidi deridendo anche i tribunali internazionali. Capi di governo e di stato che invece di essere difensori della democrazia iniziano guerre al di fuori del diritto internazionale e assumono condotte politiche e istituzionali di stampo mafioso e terroristico. Gli organi preposti alla tutela del diritto internazionale vengono sempre più piegati dall’abuso del potere dei governi.

Se passiamo dalle tragedie delle guerre e dei genocidi alle vicende italiane, assistiamo ad un governo e al potere esecutivo e politico che conducono l’attacco finale alla costituzione per colpire al cuore la magistratura che rappresenta un baluardo di fronte agli abusi del potere. Quando democrazia e stato di diritto sono sotto bombardamenti istituzionali così micidiali e la nostra costituzione è sotto attacco dobbiamo lottare per difendere democrazia e costituzione. Il popolo ha un grande compito, quello di esercitare la sua sovranità e di rimuovere gli ostacoli all’attuazione della costituzione. Difesa e attuazione della costituzione rappresentano una missione etica, civile e politica.

Nella costituzione è scolpito anche il ripudio della guerra. Se cade la costituzione nata dalla resistenza al fascismo e quindi come risposta ai più nefasti abusi del potere, crolla l’ultimo baluardo e scudo all’assalto della democrazia da parte dei poteri forti, politici ed economici, che non vogliono e non tollerano alcuna forma di controllo. La stessa presidente del consiglio, Giorgia Meloni, ha ammesso che chi governa deve essere lasciato libero e indisturbato nel governare perché saranno poi gli elettori a giudicare il suo operato e non può essere la magistratura a ostacolare il lavoro del potere esecutivo.

Siamo alla volontà di cancellazione della separazione dei poteri. Ogni potere deve invece avere la sua autonomia, ma nessun potere è al di sopra della legge. E vi devono essere bilanciamenti tra i vari poteri. Questa è la differenza tra democrazia e dittatura. I nostri governanti vorrebbero, invece, sempre di più una democrazia solo formale e apparente, in cui votiamo con leggi sempre più contro Costituzione, in cui la magistratura dovrebbe essere sottomessa al potere esecutivo perché i magistrati, come affermano dal ministero della giustizia, sono un plotone di esecuzione, in cui i mezzi di comunicazione non devono essere liberi e indipendenti.

Con la caduta della separazione dei poteri e la conquista della Costituzione con leggi fatte su misura di chi abusa del potere, noi avremo un diritto che non avrà più nulla a che fare con la giustizia, ma sarà solo l’abito per una democrazia di facciata per legalizzare, in definitiva, la fine stessa della democrazia. Di fronte all’attacco finale nei confronti della Costituzione bisogna che ogni persona scelga da che parte stare. Questo vuol dire anche oggi essere partigiani. Io ho scelto, come sempre, di stare dalla parte della Costituzione e quindi dalla parte della verità e della giustizia.

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A cura di Paolo Frosina
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