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Caso Delmastro, le opposizioni: “Commissione Antimafia indaghi sul sottosegretario e i rapporti Caroccia-Senese’

Caso Delmastro, le opposizioni: “Commissione Antimafia indaghi sul sottosegretario e i rapporti Caroccia-Senese’
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Si dimetta“, “la Commissioni antimafia indaghi”, “la premier Meloni spieghi subiti”. La notizia del Fatto Quotidiano riguardante il sottosegretario alla Giustizia Delmastro ha provocato immediatamente la reazione di tutta l’opposizione. Dal centrosinistra, infatti, arrivano le richieste di chiarimenti. Pd e Alleanza Verdi e sinistra chiamano in causa direttamente Giorgia Meloni: la vicenda, “se confermata, sarebbe gravissima e pone domande inquietanti a cui la presidente del Consiglio e il ministro Nordio devono dare immediata risposta”, dice la responsabile Giustizia dem Debora Serracchiani. Il deputato di Avs Marco Grimaldi parla di “una vicenda inquietante che legherebbe ambienti di Fratelli d’Italia a famiglie appartenenti alla mafia romana. Se i fatti fossero confermati, sarebbero di una gravità inaudita. Nel mentre, la presidente del Consiglio non ha nulla da dire?”, attacca. Il Movimento 5 stelle, invece, annuncia di voler portare il caso in Commissione parlamentare Antimafia: “Delmastro è un esponente del governo e non in un ministero qualsiasi ma alla Giustizia, e ha già una condanna in primo grado per rivelazione del segreto d’ufficio proprio di quel ministero, l’Italia pretende sue immediate spiegazioni su questi presunti rapporti inaccettabili e incompatibili con qualsiasi ruolo istituzionale. Ma noi non ci fermiamo qui: a breve avanzeremo una richiesta in Antimafia affinché la commissione d’inchiesta chieda tutti gli atti e faccia ogni approfondimento necessario”, affermano i parlamentari pentastellati delle Commissioni Antimafia e Giustizia.

Posizione simile quella degli esponenti Pd nell’organismo parlamentare: “Chiediamo alla presidente della Commissione Antimafia Colosimo di acquisire gli atti sulla vicenda che riguarda esponenti piemontesi di Fratelli d’Italia, in primis il sottosegretario alla Giustizia Delmastro Delle Vedove. Notizie di stampa – si legge nella nota – hanno rivelato che questi esponenti politici di primo piano in Piemonte gravitanti nell’area territoriale biellese, hanno dato vita a una società che ha intrattenuto rapporti con esponenti della famiglia Caroccia. Uno di questi – Mauro – condannato in via definitiva dalla Cassazione per reati molto gravi con aggravante mafiosa, sarebbe stato a stretto contatto con esponenti del clan mafioso Senese, tra i più pericolosi nell’area della Capitale”. A dichiararlo sono stati Walter Verini, Giuseppe Provenzano, Enza Rando, Debora Serracchiani, Valentina Ghio, Anthony Barbagallo, Franco Mirabelli, Valeria Valente membri del Gruppo PD in Commissione Antimafia.
“La società di cui faceva parte Delmastro – hanno proseguito gli esponenti dem – avrebbe eletto il suo domicilio romano proprio presso un locale dei Caroccia. Si tratta, come è evidente, di fatti molto gravi e inquietanti. Chiediamo, quindi, che la Commissione Antimafia, anche nell’ambito del suo lavoro di indagine sulle mafie nell’area romano-laziale, accenda un faro su questa vicenda e acquisisca gli atti. Chiediamo anche l’audizione dello stesso Delmastro, la cui permanenza a via Arenula in un ruolo così delicato, già da tempo gravemente inopportuna, appare ora ancora più inaccettabile“.

Successivamente, il chiarimento fornito dal sottosegretario alla Giustizia non è piaciuto più di tanto agli esponenti dem. “Un’altra toppa peggiore del buco: il sottosegretario ci spiega che per ragioni etiche e morali si è tolto dalla società dopo aver scoperto che era in società ‘con la figlia di‘. Ma davvero pensa di poter prendere in giro tutti? ‘Il padre di’ quando lui ha fatto la società con ‘la figlia di’ pare fosse già noto alle cronache giudiziarie. E un sottosegretario alla Giustizia non sa con chi entra in società? E neppure gli altri dirigenti di Fdi se ne sono preoccupati? Dopo il ministro della Difesa che va in zona di guerra senza sapere che sarebbe scoppiata una guerra, abbiamo un sottosegretario alla Giustizia, con delega all’amministrazione penitenziaria, che partecipa a società senza sapere con chi? Ma per chi ci hanno preso? Questo governo ancora una volta si svela inadeguato. E la presidente del Consiglio cosa ne pensa? Si ritiene soddisfatta della surreale spiegazione? Noi no”. Così in una nota Debora Serracchiani, responsabile Giustizia nella segreteria nazionale del Partito democratico.

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