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Carburanti in aumento, ma l’Italia tiene botta sui rincari rispetto ad altri paesi europei

L’impennata dei costi legata alle tensioni internazionali pesa sul mercato, con il gasolio oltre i due euro e aumenti più contenuti nel nostro Paese rispetto ad altri Stati dell’Eurozona
Carburanti in aumento, ma l’Italia tiene botta sui rincari rispetto ad altri paesi europei
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L’instabilità internazionale legata al conflitto in Iran ha innescato un’impennata dei prezzi dei carburanti: un’analisi condotta da Facile.it, basata sugli ultimi dati della Commissione Europea aggiornati al 9 marzo 2026 (e confrontati con le rilevazioni del 23 febbraio), rivela che l’Italia, pur soffrendo l’attuale congiuntura, ha registrato aumenti percentualmente inferiori rispetto a molti Paesi dell’Eurozona. Nel Bel Paese, il rincaro della benzina si è attestato al 5,5%, un valore che colloca la nostra nazione al dodicesimo posto della classifica europea dei rincari percentuali. Mentre per il diesel l’incremento è stato del 9,8%, posizionandoci al quattordicesimo posto.

Il quadro continentale appare più critico per la Germania, che guida la classifica degli aumenti con un balzo del 13,8% per la benzina e un vertiginoso 24,8% per il gasolio. Seguono a ruota l’Austria, con rincari rispettivamente del 13,2% e del 22,8%, e la Finlandia, dove la benzina è salita del 12,5%. Anche la Spagna e la Francia hanno mostrato segni di sofferenza maggiori rispetto all’Italia: a Madrid la benzina è cresciuta dell’8,8% e il diesel del 15,6%, mentre a Parigi gli incrementi sono stati del 7,8% per la prima e del 18,4% per il secondo. La Grecia ha fatto segnare un +6,6% sulla verde e un consistente +17,2% sul gasolio, superando i livelli italiani. L’Estonia è stata colpita da un +21,4% per il diesel, mentre le zone più resilienti dell’area euro risultano essere la Slovenia, con un contenuto +1,1% sulla benzina e uno 0,2% sul diesel, la Slovacchia con +0,9% e +1,1%, e l’Irlanda, che chiude la fila con incrementi minimi dello 0,5% e dello 0,6%.

Guardando ai valori assoluti registrati alla pompa nell’ultima rilevazione del 9 marzo, i Paesi Bassi detengono il primato del costo più elevato con 2,172 euro al litro per la benzina e 2,255 euro al litro per il diesel. La Germania segue con 2,075 euro per la verde e 2,163 euro per il gasolio, precedendo la Finlandia che ha toccato 1,926 euro e 2,042 euro. Si noti, ovviamente, che lo scenario è in continua evoluzione e che i dati successivi al 9 marzo indicano già valori più elevati, riflettendo pienamente la volatilità del mercato energetico globale.

Nello Stivale, in effetti, i dati aggiornati al 17 marzo 2026, mostrano un ulteriore incremento dei prezzi rispetto ai giorni scorsi, con il gasolio che ha ormai superato stabilmente la soglia dei 2 euro al litro in modalità self-service. Secondo le ultime rilevazioni del Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), i prezzi medi nazionali alla pompa (Modalità Self-Service) ammontano a 1,853 euro a litro per la benzina (1,941 al litro in autostrada) e 2,087 euro/litro per il diesel (che in autostrada arriva a 2,148 euro/litro).

Si conferma il trend che vede il gasolio sensibilmente più costoso della benzina (una differenza di circa 23 centesimi al litro sul self stradale). Per chi sceglie il servizio assistito, i prezzi sono naturalmente più alti: la media nazionale della benzina sfiora i 1,97 euro a litro, mentre il diesel servito ha raggiunto mediamente i 2,20 euro a litro. Attualmente le aree con i prezzi medi più alti sono Bolzano e Palermo, mentre le medie più contenute si registrano nelle province di Sondrio e Ancona. Sulla rete autostradale la situazione è ancora più marcata, con il diesel che ha ormai raggiunto punte medie di 2,15 €/litro anche al “fai da te”.

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