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Iran, raid di Israele contro raffinerie e giacimenti di gas. Teheran risponde e attacca impianti in Arabia e Qatar. Barile di nuovo in rialzo

In serata il contrattacco è partito: il ministero dell’Interno del Qatar ha fatto sapere che un attacco iraniano ha provocato un incendio presso il principale impianto di gas del Paese del Golfo e Riad ha affermato di aver distrutto un drone che si dirigeva verso un sito di gas nell’est del paese
Iran, raid di Israele contro raffinerie e giacimenti di gas. Teheran risponde e attacca impianti in Arabia e Qatar. Barile di nuovo in rialzo
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Torna la tensione sui mercati energetici dopo le notizie di un attacco israeliano alle raffinerie statali di Asaluyeh, sulla costa dell’Iran, e al giacimento di gas naturale di South Pars/North Dome, il più grande al mondo. Si trovano entrambi nella provincia di Bashehr, nell’area strategica dello Stretto di Hormuz. L’Idf ha rivendicato il raid. La televisione di Stato iraniana ha subito minacciato una rappresaglia: l’attacco a infrastrutture petrolifere e del gas in Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Nel mirino in particolare in particolare la raffineria Samref dell’Arabia Saudita e il suo complesso petrolchimico di Jubail. il giacimento di gas Al Hasan degli Emirati Arabi Uniti, gli impianti petrolchimici e una raffineria in Qatar. In serata il contrattacco è partito: il ministero dell’Interno del Qatar ha fatto sapere che un attacco iraniano ha provocato un incendio presso il principale impianto di gas del Paese del Golfo e Riad ha affermato di aver distrutto un drone che si dirigeva verso un sito di gas nell’est del paese. Il greggio Wti, che in mattinata era in calo di oltre il 3%, ha invertito bruscamente la rotta, risalendo fino a 98,4 dollari al barile. Il Brent arriva a guadagnare il 5% a 108 dollari al barile prima di ripiegare a 98.

Le tensioni continuano a trasferirsi sui prezzi alla pompa in Italia. Secondo i dati della Staffetta Quotidiana, alle 8 di ieri mattina il gasolio in modalità self service sfiorava i 2,1 euro al litro (2,089 euro), ai massimi da marzo 2022, mentre la benzina si avvicinava a 1,86 euro (1,855 euro), sui livelli più alti da luglio 2024. I rialzi sono diffusi: Q8 ha aumentato di 6 centesimi la benzina e di 1 il diesel, mentre Tamoil ha ritoccato i prezzi di 4 e 2 centesimi rispettivamente. La benzina self service si attesta a 1,855 euro al litro e il diesel a 2,089 euro; nel servito si sale rispettivamente a 1,988 e 2,221 euro. Restano più stabili gli altri carburanti: il Gpl è a 0,705 euro al litro, il metano a 1,506 euro al kg e il Gnl a 1,233 euro.

Sul fronte europeo, intanto, entra in vigore oggi la prima fase del piano RepowerEU per l’uscita dal gas russo. Scatta il divieto di stipulare nuovi contratti di importazione, sia a breve che a lungo termine. La stretta proseguirà nei prossimi mesi: dal 25 aprile sarà vietato rinnovare i contratti spot di Gnl già in essere, dal 17 giugno quelli via gasdotto. Il phase-out completo è previsto entro il 2027. Ma proseguiranno fino a novembre le deroghe temporanee per i Paesi senza sbocco sul mare come Ungheria e Slovacchia. La ripresa di “normali relazioni energetiche” con la Russia per l’Ue semplicemente “non è un’opzione”, ha sottolineato il premier polacco Donald Tusk da Danzica, dopo che il primo ministro belga Bart De Wever ha dichiarato nel fine settimana al quotidiano L’Echo che l’Ue dovrebbe fare un accordo con Mosca per riprendere ad importare idrocarburi dalla Russia.

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