Mazda CX-5, la prova de Il Fatto.it – Evoluzione nello spazio e nella tecnologia – FOTO
Suv che si vende bene non si cambia. O quasi. La Mazda CX-5 è un modello di successo per la casa di Hiroshima (alla fine dello scorso anno erano stati raggiunti i 5 milioni di esemplari commercializzati), che con la terza generazione resta esteticamente fedele all’impostazione del marchio sia sul fronte estetico sia sul fronte dell’alimentazione. Il modello è cresciuto nelle dimensioni: spiccano soprattutto i quasi 12 centimetri di lunghezza in più (anche nel passo), fino a 4,69 metri, che valgono una maggior abitabilità interna, in particolare per chi prende posto nella seconda fila di sedili, che hanno uno schienale frazionabile (40/20/40). Anche per i bagagli c’è più spazio: la capacità del vano posteriore oscilla tra i 583 (+61) e i 2.019 litri (+381).
Sotto il cofano continua a esserci, almeno al lancio, un motore a benzina importante, ancora di più rispetto al precedente duemila importato in Italia. Si tratta dell’unità aspirata da 2.5 litri da 141 Cv e 238 Nm della famiglia e-SkyActiv con l’elettrificazione del nuovo sistema M Hybrid a 24 Volt abbinato ad una trasmissione automatica a 6 marce. A seconda della trazione assicura tra i 187 (anteriore) e 185 orari (integrale) di velocità massima e uno spunto da da 0 a 100 km/h compreso tra 10,5 e 10,9”. Con un consumo dichiarato tra 7 e 7,5 km/l e un serbatoio da 56 (o 58) litri può garantire fino a 800 chilometri di percorrenza. La nuova CX-5 dispone anche della tecnologia brake -by-wire di Mazda per, chiarisce il costruttore, “massimizzare le prestazioni di frenata e l’efficienza di recupero dell’energia”.
Oltre alla dotazione di serie, tra gli elementi che rendono la nuova CX-5 particolarmente interessante c’è anche il prezzo, che in Italia parte dai 35.900 euro della Prime-Line a due ruote motrici: fino a fine marzo c’è una promozione di 3.000 euro che lo fa scendere a 32.900 (altri 1.500 euro in meno per chi è già cliente): il top di gamma è la Homura da 47.450.
Gli evoluti interni includono materiali ricercati, un riposizionamento più ergonomico dei vari comandi e uno schermo centrale con una diagonale che può arrivare a 15.6” (base da 12.9”): il sistema multimediale connesso è più avanzato, integra Google e funziona in una maniera sviluppata per essere intuitiva e sovrapponibile a quegli degli smartphone. Come altri costruttori, anche Mazda ha deciso di permettere ai conducenti di intervenire sulle segnalazioni acustiche provenienti dai sistemi di assistenza: fino alla successiva accensione del motore, si possono disattivare premendo un pulsante che si trova sulla sinistra del volante.
Nel Vecchio Continente il suv di produzione giapponese ha già superato a pieni voti (5 stelle) i crash test EuroNcap e viene commercializzato con un pacchetto completo di Adas che include lo Smart Brake Support, che rileva con maggiore anticipo la fine degli ingorghi e supporta anche le manovre a bassa velocità limitando la potenza del motore per facilitare il parcheggio in spazi stretti, il Blind Spot Monitoring, il Driver Emergency Assist che lavora assieme al Driver Monitoring e che riesce a frenare in modo controllato attivando le luci di emergenza per fermare il veicolo.
A supportare la guida semi-automatizzata ci sono il Cruising and Traffic Support con la novità del Lane Change Assist per i cambi di corsia in autostrada, il Mazda Radar Cruise Control e il Proactive Driver Assist, che “aiuta il conducente a mantenere una decelerazione fluida e controllata nelle situazioni quotidiane”.