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Famiglia nel bosco, La Russa riceverà in Senato i genitori poco dopo il referendum. Pd e M5s: “Becera propaganda”

L'incontro mercoledì 25 marzo. Il presidente del Senato: "Non devo chiedere il permesso a nessuno per incontrare privatamente chi ritengo. Se ne facciano una ragione"
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Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, i genitori della cosiddetta “famiglia del bosco“, saranno ricevuti mercoledì 25 marzo al Senato dal presidente Ignazio La Russa. Mentre si fa sempre più concreto il possibile affidamento dei tre bambini al padre, con il trasferimento nella nuova casa pronta ad accogliere la famiglia, la vicenda si fa sempre più politica. Dopo le prese di posizione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni (che ha puntato il dito contro i giudici) l’invio degli ispettori da parte del ministro della Giustizia, in piena campagna elettorale per il referendum sulla giustizia, a muoversi è la seconda carica della Stato. Una decisione che ha immediatamente provocato la reazione di Pd e M5s che parlano di “strumentalizzazione” e “operazione di becera propaganda”.

Ad anticipare la notizia dell’incontro tra i genitori e La Russa è stato il quotidiano Il Centro, poi confermata da fonti vicine alla famiglia. Secondo quanto si apprende, la coppia sarebbe stata invitata direttamente dal presidente del Senato.

Inizialmente la data che circolava era quella di mercoledì 18 marzo, a pochi giorni dal voto per il referendum. E la notizia ha provocato le critiche dalle opposizioni. Di “ennesima operazione di becera propaganda costruita sfruttando una vicenda che fa presa sull’opinione pubblica”, ha parlato la senatrice M5s Alessandra Maiorino. La parlamentare ricorda che questa storia “non c’entra assolutamente nulla con la scellerata riforma portata avanti dalla maggioranza, che vuole smantellare pezzo dopo pezzo la nostra Costituzione”. “Non si tratta di tutela di minori, ma è solo teatro politico“. Sulla stessa linea i commenti dei parlamentari del Pd. La senatrice dem Sandra Zampa , definendo quella di La Russa una “strumentalizzazione”, ha dichiarato di essere “profondamente indignata e dispiaciuta nell’assistere alla deriva autoritaria e populista delle istituzioni italiane e di vederle così mal rappresentate agli occhi degli italiani”. “Ancora una volta La Russa interpreta il suo ruolo con faziosità e scarso rispetto per le istituzioni”, aggiunge il senatore Pd Walter Verini, intervistato da Radio Popolare: “Tutti – aggiunge – abbiamo davvero profondo rispetto per la tragedia emotiva che stanno vivendo i bambini Travallion e la sua famiglia. Proprio per questo mai e poi mai avremmo pensato che qualcuno – l’altro ieri la presidente del Consiglio, ieri il ministro Salvini, oggi addirittura la seconda carica dello Stato, domani Nordio con gli ispettori – avesse usato la vicenda per bassi scopi elettorali in vista del referendum”.

Poche ore dopo a confermare l’incontro è stato lo stesso La Russa sottolineando però che avverrà mercoledì 25 marzo. “La notizia la do e la confermo ora: vedrò i genitori degli sfortunati bambini della vicenda del bosco mercoledì prossimo con buona pace delle polemiche inutili“, ha detto il presidente del Senato in un video dopo le polemiche. Nel filmato La Russa aggiunge: “Mi sono divertito molto a leggere una polemica su una non notizia. Diversi esponenti – dico diversi esponenti della sinistra, alcuni noti, alcuni a me non noti – hanno ritenuto di polemizzare sulla base di una notizia del quotidiano Il Centro che dava con una certa rilevanza l’informazione che avrei incontrato un mercoledì, senza precisare la data, i genitori degli sfortunati bambini della cosiddetta famiglia del bosco che è su tutti i giornali. È esattamente vero che ho espresso alla famiglia la mia solidarietà, dice il giornale ed è vero che su questo tema sono stato sempre molto moderato. È esattamente vero che li vedrò ma non questo mercoledì, perché come tutti sanno questo mercoledì non c’è aula, non sarò a Roma e sono come tutti in attesa della data referendaria anche volendo per fare campagna referendaria”. E conclude: “Ma la cosa che mi ha veramente stupito è l’acrimonia per un’eventuale visita, adesso come in un’altra data, quasi che il presidente del Senato debba chiedere scusa o addirittura il permesso ai loro signori per incontrare privatamente chi ritiene. Se ne facciano una ragione”.

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A cura di Paolo Frosina
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