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“Epstein mi mandò a Saint Tropez sullo yacht di Mohamed Al Fayed: lì ha abusato di me”

Sulla stampa britannica la testimonianza di una donna che accusa di di essere stata trafficata dal pedofilo al magnate egiziano, scomparso nel 2023. Di lui però non c'è traccia negli Epstein files
“Epstein mi mandò a Saint Tropez sullo yacht di Mohamed Al Fayed: lì ha abusato di me”
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Il Regno Unito gli ha sempre negato la cittadinanza, nonostante gli investimenti colossali a partire dagli anni Ottanta in settori simbolo della cultura britannica, con l’obiettivo (spesso dichiarato) di farsi accettare dall’alta società del Paese. Ma dopo un’inchiesta della Bbc a un anno dalla morte avvenuta nel 2023, la sua eredità in Uk è stata pesantemente riconsiderata a causa di oltre 150 denunce di abusi sessuali emerse dopo la sua morte, che lo descrivono come un “predatore seriale” all’interno delle sue stesse aziende. Le vittime erano in larga parte ex dipendenti dei grandi magazzini londinesi del lusso di Harrods, gioiello della corona dell’impero d’affari di Mohamed fino al 2010. E ora Mohamed Al Fayed – padre di Dodi, ultimo compagno della principessa Diana che con lei morì a Parigi nel tunnel dell’Alma – entra anche dentro lo scandalo di Jeffrey Epstein, anche se di lui non c’è traccia nei documenti rilasciati dal Dipartimento di Giustizia Usa. Una vittima del finanziere pedofilo ha infatti affermato di essere stata inviata da lui – nell’ambito dei suo traffici di minorenni – proprio all’imprenditore egiziano, che ha abusato di lei sul suo yacht, scrive il Sunday Times. La donna, indicata con lo pseudonimo Natalie, ha raccontato di essere stata presa di mira da Epstein all’età di 17 anni prima di essere “mandata” due anni dopo, nel 1997, al proprietario di Harrods.

Natalie sostiene di essere volata a Saint Tropez, sulla Costa Azzurra in Francia, dove che il miliardario, descritto come “un uomo molto più anziano”, l’ha incontrata a bordo del suo superyacht Jonikal. Diana e Dodi furono fotografati su quello yacht nel 1997 pochi giorni prima di morire in un incidente d’auto. Natalie dice di non aver visto nessuno dei due durante la sua visita. E racconta che Al Fayed iniziò a dirle che voleva “provare cose nuove” con lei e che non le permise di lasciare la lussuosa imbarcazione finché non attraccò. Natalie ha dichiarato al The Sunday Times che fu allora che il magnate abusò sessualmente di lei. “Mi sentivo come se fossi arrivata a un punto in cui mi ero abituata a questo trattamento“, ha detto. La donna afferma di aver capito solo recentemente che era Al Fayed l’uomo che l’aveva abusata, quando ha visto una notizia su di lui online lo scorso novembre. Natalie, che proviene da un Paese in cui il defunto miliardario non è una figura molto nota, dice di essere disposta a parlare con la polizia britannica. “Ero sicuramente su quella barca ed era sicuramente quell’uomo”, ha dichiarato. “Ricordo il suo volto. Queste cose non si dimenticano”, ha aggiunto. Epstein era noto per trafficare donne verso associati potenti e di alto profilo, ma non esistono prove documentate che lo abbia fatto per Al Fayed. Nei milioni di documenti su Epstein recentemente pubblicati dal dipartimento di giustizia non c’è alcun riferimento a un collegamento diretto tra i due uomini.

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