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I pasdaran ipotizzano la morte di Netanyahu: “Non sappiamo se è ancora vivo”. Lui risponde con un video

Il comunicato delle Guardie della Rivoluzione aveva sollevato dubbi sulla sopravvivenza del premier israeliano che, dopo le minacce ricevute, ha smentito ogni speculazione
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Nella guerra tra Iran e Israele che ha portato, almeno in quest’ultima fase, all’uccisione dell’ex Guida Suprema Ali Khamenei, anche Teheran vuole esporre il proprio trofeo di caccia. Così, in un comunicato, i Guardiani della Rivoluzione hanno ufficializzato la volontà di uccidere il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyhu, a costo di “dargli la caccia con tutte le nostre forze”. Un avvertimento che, oltre ad alimentare la propaganda dei pasdaran, ha avuto anche un altro effetto: sollevare dubbi sulle sorti del primo ministro, con i social che hanno iniziato a ipotizzare che la sua morte sia stata nascosta dai vertici dello ‘Stato ebraico’.

Ad alimentare il flusso di notizie senza fondamento è stato proprio il comunicato dei Guardiani della Rivoluzione: “L’incertezza sul destino del criminale primo ministro sionista e la possibilità della sua morte o della sua fuga con la famiglia dai territori occupati – si legge nel comunicato – rivelano la crisi e l’instabilità dei sionisti. Se questo criminale assassino di bambini è ancora vivo, continueremo a dargli la caccia e a ucciderlo con tutte le nostre forze”.

L’ipotesi della morte o della fuga di Netanyahu ha dato inizio a una ricerca spasmodica di informazioni che negli ultimi giorni hanno dato vita a letture, analisi, teorie del complotto che stanno circolando in maniera incontrollata. Ad essere visionato con attenzione è stato quello che fino a quel momento era l’ultimo videomessaggio pubblicato sul profilo X ufficiale del premier, il 13 marzo scorso, e molti utenti sostengono si tratti di un deepfake, ossia di un video generato con l’intelligenza artificiale.

I pasdaran, nel loro comunicato, hanno poi proseguito con le minacce rivolte a Tel Aviv: “Gli obiettivi dei criminali terroristi sionisti americani nel primo round di vendetta per i martiri iraniani sono stati distrutti con forza nei territori occupati e in tre basi americane nella regione da un’operazione congiunta delle forze delle Guardie Rivoluzionarie – continuano – Il suono continuo delle sirene delle ambulanze e l’ammissione da parte delle istituzioni sioniste del crescente numero di morti e feriti a seguito di questa efficace operazione iraniana hanno rivelato la profondità dell’impatto dei missili pesanti delle Guardie Rivoluzionarie sui settori industriali di Tel Aviv. Anche i settori industriali e il centro di raduno delle forze americane presso le basi aeree di Harir a Erbil e le basi di Ali Salem e Arifjan sono stati distrutti da potenti missili e droni iraniani”.

Ma mentre entrambe le parti rivendicano successi militari, il web ormai era tutto concentrato sull’ipotesi dell’uccisione di Netanyahu emersa dalle parole dei pasdaran. Tanto che è stato proprio il primo ministro a decidere di eliminare ogni dubbio pubblicando un suo video in una caffetteria con tanto di risposta alla milizia iraniana: “Che cosa dicono che sarei?“.

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