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È morto Jürgen Habermas, uno dei filosofi più influenti al mondo grazie ai suoi studi sulla comunicazione

A renderlo noto è la casa editrice Suhrkamp Verlag. I suoi lavori sulla comunicazione, la razionalità e la sociologia lo hanno reso uno dei filosofi più influenti al mondo
È morto Jürgen Habermas, uno dei filosofi più influenti al mondo grazie ai suoi studi sulla comunicazione
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Il filosofo e sociologo tedesco Jurgen Habermas è morto all’età di 96 anni. A renderlo noto è la sua casa editrice. I suoi studi sulla comunicazione, la razionalità e la sociologia lo hanno reso uno dei filosofi più influenti al mondo e una figura intellettuale chiave all’interno della Germania. La casa editrice Suhrkamp Verlag, ha dichiarato che Habermas – tra i massimi protagonisti della Scuola di Francoforte – è deceduto oggi a Starnberg, vicino a Monaco di Baviera. Habermas è intervenuto spesso su questioni politiche nel corso di diversi decenni. La sua ampia produzione scritta ha superato i confini tra varie discipline accademiche e filosofiche, offrendo una visione della società moderna e dell’interazione sociale. Tra le sue opere più note figura il lavoro in due volumi ‘Teoria dell’agire comunicativo’.

Habermas era nato con una palatoschisi, una malformazione del palato che richiese ripetute operazioni durante l’infanzia. Un’esperienza che contribuì a influenzare le sue riflessioni successive sul linguaggio. Il filosofo affermò di aver sperimentato l’importanza della lingua parlata come “uno strato di comunanza senza il quale noi, come individui, non possiamo esistere”, ricordando anche le difficoltà che aveva nel farsi comprendere. Parlò inoltre della “superiorità della parola” e sostenne che “la forma scritta nasconde i difetti dell’oralità”.

Nel 2021 ha rifiutato un ricco premio, 225 mila euro, intitolato a Sheikh Zaied, ex sultano degli Emirati Arabi Uniti, destinato ogni anno a personalità mondiali della cultura. La ragione per cui il professore tedesco non si presentò a ritirare il premio ad Abu Dhabi fu la condizione dei diritti umani negli Emirati, dalla tortura alle incarcerazioni dei leader dei movimenti civili. In realtà, pare che in un primo tempo Habermas si fosse dimostrato disponibile ad accogliere il riconoscimento. Poi un’inchiesta dello Spiegel lo ha convinto del contrario.

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