Ue, tra Ppe ed estrema destra è nata una nuova alleanza: “Messaggi e incontri tra eurodeputati per votare la stretta sull’immigrazione”
Il cordone sanitario intorno all’estrema destra in Ue è ormai ridotto in pezzi. Dopo gli ammiccamenti, i voti che hanno sancito l’ascesa della nuova ‘maggioranza Giorgia‘ a scapito dell’originaria ‘maggioranza Ursula‘, adesso un’inchiesta della Dpa ha svelato che nei giorni precedenti all’ennesimo blitz per inasprire, contro la volontà degli alleati socialisti, la stretta sull’immigrazione c’è stata una contrattazione e un successivo accordo tra il Partito Popolare Europeo di quel Manfred Weber che aveva sempre escluso ogni collaborazione con l’estrema destra, i Conservatori di cui fa parte anche Fratelli d’Italia, i Patrioti che ospitano, tra gli altri, Fidesz, Rassemblement National e Lega e anche quello dei Sovranisti di Alternative für Deutschland.
Curioso, quindi, che sia stato proprio il capogruppo tedesco del Ppe a esultare tra i primi dopo l’approvazione della commissione Libertà civili, giustizia e affari interni (Libe) del Parlamento europeo al mandato negoziale sul nuovo regolamento rimpatri. Anche perché, col sostegno dell’estrema destra, i Popolari sono riusciti ad approvare tutti gli emendamenti redatti dal relatore François-Xavier Bellamy, bocciando invece quelli di compromesso presentati da Renew e sostenuti anche da S&D. Un “passo importante” nella direzione giusta, perché “deve essere chiaro che portiamo i migranti illegali fuori dall’Ue”, ha esultato Weber prima di aggiungere che “siamo a favore degli hub per i rimpatri“: “Sulle migrazioni il Ppe e S&D – ha aggiunto – hanno idee diverse su come risolvere il problema. Ed è un bene che si veda. Fa parte della democrazia”.
Una lettura che non tiene conto di alcune variabili, la sua. Perché se Weber non sembra avere alcun problema ad abbattere il cordone sanitario che lui stesso si era preso l’impegno di dichiarare sulle formazioni del gruppo dei Patrioti e dei Sovranisti, un altro leader di alto rango della Cdu tedesca, ossia il principale partito europeo all’interno della più grande famiglia europea, del Paese più influente dell’Ue che esprime anche la presidente della Commissione, aveva messo la propria faccia due giorni prima a garanzia dell’impossibilità di creare un’alleanza tra Cdu e AfD: il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Dopo la sconfitta alle elezioni in Baden-Württemberg, alla domanda su una possibile maggioranza alternativa composta dall’Unione Cristiano-Democratica e la formazione di estrema destra aveva risposto: “Non cercherò un’altra maggioranza nel Bundestag“, anche se alcuni media mi sollecitano a farlo.
Quel ‘qualcuno’, forse, non sono solo i media e siede invece tra i banchi di Bruxelles. Secondo quanto riporta Dpa, la collaborazione tra il Ppe e AfD, partito largamente maggioritario all’interno del gruppo Europa delle Nazioni Sovrane, che comprende anche Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, è attiva “in modo più stretto di quanto finora noto”. L’agenzia di stampa scrive che esponenti dei Popolari hanno discusso il testo poi approvato in una chat WhatsApp e durante un incontro privato tra eurodeputati di destra. Indiscrezioni che hanno portato Weber a rispondere con un no comment.
Dall’inchiesta emerge che i contatti tra le parti sono iniziati dopo che le trattative tra Ppe, Socialisti e liberali su un testo condiviso si erano insabbiate. Oggetto dello scontro, come prevedibile, gli hub per i rimpatri. Così l’attenzione dei Popolari si è spostata sulle forze alternative, ben più aperte a inasprire le regole sull’immigrazione. Tanto che in una chat di gruppo, dicono, sono stati discussi anche emendamenti proposti da AfD, tra cui un rafforzamento dei controlli sull’età dei richiedenti asilo. Un confronto online che il 4 marzo è sfociato in un incontro tra eurodeputati del Ppe e rappresentanti dell’AfD, dei Conservatori e dei Patrioti nel quale sarebbe stata definita la proposta legislativa poi approvata in aula. Dopo l’intesa, nella chat è comparso il messaggio: “Grazie per questa eccellente collaborazione“.
Ma non è la prima volta che il Ppe tradisce la maggioranza Ursula preferendole l’appoggio dell’estrema destra. L’ultimo episodio di rilievo risale a novembre quando, con un blitz in Conferenza dei presidenti, proprio Weber ha chiesto e ottenuto, con l’aiuto dell’estrema destra, il blocco di una missione in Italia dell’Eurocamera con focus sullo stato di diritto, la libertà di stampa e la giustizia. Il motivo: non interferire sul processo elettorale in vista del referendum del 22 e 23 marzo. Anche questa volta, gli esponenti coinvolti nell’accordo con l’estrema destra sono di primo piano. Il relatore è infatti François-Xavier Bellamy, vicepresidente del gruppo Ppe e tesoriere del partito. Segno che, nonostante le smentite di Merz, la fronda interna che punta a un’alleanza sempre più strutturata con l’estrema destra è molto nutrita.