Laboratori culinari e sfide tra chef nei reparti degli ospedali: così Special Cook rende più umani i reparti
L’idea è semplice e per diversi aspetti anche “geniale”, portare alcuni tra i migliori giovani chef professionisti e food blogger nei reparti degli ospedali per preparare piatti sani e gustosi per i pazienti e le persone con disabilità. Si tratta di Special Cook, un progetto di Officine Buone, incubatore di idee per l’innovazione sociale e inclusiva.
Nella finale, andata in scena il 12 marzo, sono stati gli chef Valeria Loi e Gabriel Cinque – con il progetto Impronta – e la chef Eleonora Arganese a sfidarsi con due proposte di ricette sane e gustose. La vittoria è andata a Loi e Cinque che hanno presentato un “Bottaggio di verza alle spezie, salsa allo zafferano e verza croccante”, un piatto che si è conteso il podio con la “Tartelletta di frolla salata con consistenze di carciofo, topinambur ed emulsione all’aglio nero” di Arganese. Ad eleggere i vincitori è stata la giuria composta dal pubblico presente all’evento, composto da partner dell’iniziativa, cuochi e food blogger, referenti ed ex-pazienti degli ospedali e infine i volontari che rendono possibili le date nei vari centri ospedalieri in tutta Italia.
La finale è arrivata al termine di un anno pieno di sfide nei reparti, preparando ricette adatte alle peculiari esigenze e bisogni delle persone ricoverate negli ospedali, come ad esempio alimenti morbidi per chi ha difficoltà a deglutire.
“Siamo arrivati all’ottava edizione e siamo felici della crescita del progetto, in questa edizione abbiamo superato il nostro record di date di cucina in ospedale, 95, aumentando il nostro impatto sociale”, commenta a ilfattoquotidiano.it Ugo Vivone, fondatore di Officine Buone. “Condividere la buona cucina ci permette di offrire conforto, formazione per migliorare le proprie abitudini alimentari e, soprattutto, è il modo migliore per passare del buon tempo insieme”. I piatti vengono valutati e votati alla finale da una giuria “tecnica” e da una giuria “popolare” composte complessivamente da donne e uomini ricoverati, volontari che rendono possibile le varie date nei diversi ospedali, operatori sanitari oltre ai partner coinvolti nel progetto, cuochi e food blogger. “Le sfide effettuate durante l’anno sono avvenute nel rispetto delle regole e limitazioni previste nei reparti che hanno reso la sfida ancora più interessante”, spiegano gli organizzatori.
Special Cook nasce nel 2017 ed è attivo oggi in 7 città: Milano, Monza, Bergamo, Torino, Roma, Paola e Catanzaro. Raggiunge in tutta Italia oltre 15 ospedali e istituti di cura, tra cui l’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, il Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma e l’Ospedale San Francesco di Paola. Nell’ultima edizione sono state realizzate ben 95 date, coinvolgendo oltre trenta chef e professionisti del mondo della cucina, tra cui Luca Abbruzzino (Michelin Star presso il Ristorante Abbruzzino), Caterina Ceraudo (Michelin Star presso il Ristorante Dattilo), Eleonora Riso e Niccolò Califano (vincitrice e finalista di Masterchef 13), Ludovica Gargari – in arte Lulù Gargari (food blogger e creator GialloZafferano) e Giovanni Castaldi (food blogger e creator GialloZafferano).
Il fondatore di Officine Buone racconta che “nei reparti di pediatria e nei centri che ospitano persone con disabilità il progetto assume la forma di laboratorio di cucina, in cui gli chef cucinano insieme ai pazienti, condividendo calore umano e una sorpresa buona. In altri reparti”, aggiunge, “come ad esempio quello dei disturbi del comportamento alimentare, il progetto ha invece un carattere formativo, con la realizzazione di show cooking in grado di supportare ed aiutare i pazienti a migliorare la propria alimentazione e il proprio rapporto col cibo”.