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Donazioni di organi in aumento nel 2026, nessun calo dopo il caso del piccolo Domenico. Il 28 aprile gli esami su i due cuori

Nei primi due mesi dell’anno 340 donazioni contro le 316 del 2025 e trapianti in crescita. Intanto proseguono le indagini: nuovi accertamenti a Bari il 28 aprile
Donazioni di organi in aumento nel 2026, nessun calo dopo il caso del piccolo Domenico. Il 28 aprile gli esami su i due cuori
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Le donazioni di organi in Italia risultano in aumento nei primi mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È quanto emerge dagli ultimi dati diffusi dal Centro nazionale trapianti, che evidenziano un andamento positivo sia per le donazioni sia per il numero di trapianti effettuati. Nel periodo compreso tra il 1° gennaio e l’8 marzo 2026 sono state registrate 340 donazioni, contro le 316 dello stesso intervallo del 2025.

Un incremento che, secondo gli esperti, smentisce almeno per ora il timore di possibili ripercussioni negative legate alla vicenda del piccolo Domenico Caliendo, che nelle scorse settimane aveva acceso il dibattito pubblico sul tema della donazione di organi. Il piccolo di due anni e 4 mesi è morto il 21 febbraio scorso dopo due mesi di coma: il 23 dicembre gli era stato trapiantato un cuore “bruciato” dal ghiaccio secco. A diminuire leggermente è anche il tasso di opposizione alle donazioni nelle rianimazioni, che passa dal 27,7% registrato nello stesso periodo del 2025 al 26,9% attuale. In crescita anche il numero dei trapianti eseguiti: sempre tra il 1° gennaio e l’8 marzo, gli interventi sono stati 837, rispetto ai 764 dello scorso anno.

“Gli ultimi dati aggiornati mostrano che dal 1° gennaio all’8 marzo abbiamo avuto 340 donazioni, mentre nello stesso periodo del 2025 erano state 316. Il tasso di opposizione nelle rianimazioni attualmente scende dal 27,7% al 26,9%. Anche i trapianti, sempre nel periodo 1/1-8/3, sono saliti dai 764 del 2025 agli 837 di oggi”, ha dichiarato all’Ansa il direttore del Centro nazionale trapianti, Giuseppe Feltrin. Il caso, che ha avuto grande risonanza mediatica, aveva fatto temere un possibile calo della fiducia nel sistema delle donazioni. Al momento, tuttavia, i dati indicano una tenuta del sistema trapiantologico nazionale.

Le indagini sulla morte del bambino

Sul piano giudiziario proseguono intanto le indagini della Procura di Napoli e dei carabinieri del Nas di Napoli e Trento sulla morte del piccolo, avvenuta all’Ospedale Monaldi. Gli investigatori continuano ad ascoltare persone informate sui fatti nell’ambito dell’inchiesta per omicidio colposo in concorso. Sono sette i medici iscritti nel registro degli indagati, tra cui l’équipe che a Bolzano ha eseguito il prelievo dell’organo e quella che a Napoli ha poi effettuato il trapianto.

Secondo quanto finora emerso, il cuore prelevato a Bolzano sarebbe stato conservato per il trasporto in un contenitore frigorifero di vecchia generazione, ormai fuori dalle linee guida. All’interno sarebbe stato utilizzato ghiaccio secco, capace di raggiungere temperature di circa -80 gradi, invece del ghiaccio tradizionale, con il rischio di danneggiare l’organo.

Al momento, secondo quanto trapela, le versioni fornite finora da chi il 23 dicembre 2025, giorno dell’espianto a Bolzano e del trapianto a Napoli, era presente in sala operatoria risultano sostanzialmente coincidenti. A differenza di quanto ipotizzato dalla difesa della dottoressa Gabriella Farina, cardiochirurga prima operatrice durante il prelievo a Bolzano. L’incidente probatorio, che dovrebbe concludersi l’11 settembre, prevede una tappa cruciale il 28 aprile all’Istituto di medicina legale di Bari, dove i periti del tribunale e i consulenti delle parti effettueranno una serie di accertamenti sul cuore espiantato e su quello del bambino, entrambi sotto sequestro.

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