Iran, Mattarella riunisce il Consiglio Supremo di Difesa: “Seri effetti destabilizzanti. Rischio di gravissime iniziative terroristiche”
C’è “grande preoccupazione” per “lo scenario di crisi che si è determinato con la nuova guerra in corso a seguito dell’azione militare degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran“. È quanto si legge nel documento finale della riunione di oggi al Quirinale del Consiglio supremo di Difesa, presieduto da Sergio Mattarella, che ha analizzato “i gravi effetti destabilizzanti che questa crisi sta producendo nell’intera regione del vicino Medio Oriente e nell’area del Mediterraneo” anche dal punto di vista dei rischi per “gravissime iniziative di organizzazioni terroristiche”.
Il Consiglio Supremo di Difesa “ha constatato con preoccupazione che la crisi dell’ordine internazionale, incentrato sull’Onu, con la moltiplicazione delle iniziative unilaterali indebolisce il sistema multilaterale anche di fronte a sfide comuni come le effettive ragioni di sicurezza legate al rischio di realizzazione di armi nucleari da parte dell’Iran, quelle relative alla sicurezza di Israele e dei suoi cittadini, alla condanna del regime di Teheran e delle sue disumane repressioni“.
“Nell’attuale contesto di instabilità, irresponsabilmente aperto dall’aggressione della Russia all’Ucraina, con le progressive lacerazioni della pacifica convivenza internazionale, l’indebolimento delle istituzioni multilaterali e le numerose violazioni del diritto internazionale, l’Italia è impegnata a ricercare e sostenere ogni sforzo che riporti in primo piano la via negoziale e diplomatica“, continua la nota conclusiva. “Il Consiglio, nel pieno rispetto dell’Articolo 11 della Costituzione – sottolinea – esprime forte preoccupazione per il moltiplicarsi di conflitti, in particolare nell’area mediterranea e nel Medio Oriente, dove sono in gioco nostri interessi strategici vitali. Attacchi a civili, di cui troppo sovente sono vittime bambini come nel caso della strage della scuola di Minab, sono sempre inaccettabili”, prosegue la nota.
La riunione dell’organo di rilevanza costituzionale che si occupa dei temi riguardanti la sicurezza e la difesa nazionale è durata 2 ore e 20 minuti. Erano presenti, oltre al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla premier Giorgia Meloni, anche diversi ministri, Antonio Tajani (Esteri), Guido Crosetto (Difesa), Matteo Piantedosi (Interno), Giancarlo Giorgetti (Economia), Adolfo Urso (Imprese), il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il capo di stato maggiore della Difesa Luciano Portolano, il segretario del Consiglio supremo di difesa Francesco Garofani e il segretario generale della Presidenza della Repubblica Ugo Zampetti.
È stato evidenziato anche “come l’estensione del conflitto ad opera dell’Iran rischia anche di aprire spazi a forme di guerra ibrida e a gravissime iniziative di organizzazioni terroristiche“. “Per l’insieme di queste ragioni – si legge ancora – l’Italia non partecipa e non prenderà parte alla guerra, come ha ribadito il Presidente del Consiglio in Parlamento”. Il Consiglio ha preso atto favorevolmente all’ok del Parlamento a rispondere alle richieste dei Paesi alleati di assistenza nella loro difesa ma anche “sulla necessità che l’utilizzo delle infrastrutture militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi avvenga nel rispetto del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti che include fra l’altro attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico“. È stato preso atto, anche, che “eventuali richieste che dovessero eccedere il perimetro delle attività già disciplinate dagli accordi citati saranno sottoposte al Parlamento”.
Il Consiglio, si legge nel comunicato, “ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa assunta dal Governo di operare insieme ai principali alleati europei, in particolare Francia, Germania e Regno Unito, per coordinare le iniziative sul piano della difesa degli interessi comuni e su quello più generale della sicurezza. Ciò anche in considerazione dell’allarme per i missili lanciati verso Cipro – territorio dell’Unione Europea – e verso la Turchia – territorio dell’Alleanza Atlantica – e intercettati dalle difese Nato nel Mediterraneo orientale nonché dei rischi che il conflitto in Iran sta producendo sul piano della sicurezza economica ed energetica, sia a livello nazionale che internazionale”. PEr quanto riguarda il Libano il Consiglio ritiene “allarmanti le continue gravi violazioni della risoluzione n. 1701 del 2006 e il ripetersi di inammissibili attacchi da parte israeliana al contingente di Unifil, attualmente a guida italiana” e ha condannato “l’aggressione ai militari italiani a Erbil in Iraq”.