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Ultimo aggiornamento: 21:18

Scontro Meloni-Conte in Aula: “Nel 2020 non condannò gli Usa che uccisero un generale iraniano”. “Priva di scrupoli, paragona un drone di reazione al silenzio complice di un genocidio”.

Scontro tra la premier e il leader del Movimento 5 stelle e proteste in Aula
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Botta e risposta tra Giorgia Meloni e Giuseppe Conte durante le repliche in Aula alla Camera in occasione delle comunicazioni della presidente del Consiglio sulla guerra in Iran e il Consiglio Ue.

La premier ha attaccato il leader del Movimento 5 stelle: “Sulla scuola iraniana…vedete io mi sono convinta che vi è dispiaciuto che stamattina la condanna del governo sia stata chiara e ferma – ha esordito Meloni, scatenando le proteste dell’Aula – Noi siamo stati molto chiari anche sul conflitto in Iran. Davvero voi considerate insufficiente dire che l’obiettivo è evitare l’escalation, che stiamo facendo il possibile? Sì. È da vigliacchi? Sì, perfetto perché sono le parole usate da Conte all’indomani dell’attacco unilaterale con cui gli Usa nel 2020 uccisero in territorio iracheno il generale iraniano Soleimani“. “Allora nessuno, né Conte e neanche i ministri del Partito democratico al governo con lui, disse che quella scelta era contraria al diritto internazionale e nessuno la condannò come chiedete di fare a me oggi – prosegue Meloni – Non lo dico solo perché sia chiaro quanta propaganda ci sia in quanto detto e quanta incoerenza ci sia tra quello che si faceva al governo e che si chiede all’opposizione. Ma lo dico soprattutto per segnalare una differenza tra voi e me”.

All’epoca, continua la presidente del Consiglio leggendo una sua dichiarazione, dall’opposizione “dissi che la situazione Mediorientale era complessa e che non meritava una tifoseria da stadio ma grande attenzione. Questa fu la mia dichiarazione. Non dissi ‘complimenti Giuseppe Conte’, non lo definii un servo e vigliacco per un po’ di propaganda a buon mercato su una crisi che non dipendeva da Conte. Questa è la differenza fra chi è serio e chi è disposto a usare qualsiasi cosa per raggranellare consenso facile. Sono molto contenta di essere diversa da voi in questo”.

Immediata, in sede di replica, la risposta del leader del Movimento 5 stelle. “La premier non ce l’ha fatta – ha detto brevemente Conte – Anche in un momento così drammatico ha perso l’aplomb e ha iniziato a gettar fango. Ha detto bene, lei non è come noi. A me non sarebbe mai venuto in mente di scendere a un tale livello di spregiudicatezza, una condotta così priva di scrupoli da paragonare un attacco di un drone americano per reazione all’attacco all’ambasciata americana a Baghdad che ha riguardato un solo generale iraniano, al silenzio complice di un genocidio per 20mila bambini palestinesi. E finisco qui.

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